venerdì 28 dicembre 2012
IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA Parte 2.
L'esistenza di Frank Castle è incompatibile con ogni forma di politica correttezza: in quasi 40 anni di attività ha rotto pressochè tutti gli standard di violenza: nell'ultima pagina di MARVEL PREVIEW 2 (la sua terza apparizione pubblica)piazza una fucilata al ventre di una donna - per autodifesa (si trattava di una killer e stava per pugnalarlo), ma fino ad allora MAI si era vista una cosa del genere. Il repertorio si precisò ulteriormente in SPIDERMAN GIANT SIZE 4 del 1975 e in MARVEL SUPER ACTION 1 di inizio 1976, ma l'Editore continuò a preferire limitare le apparizioni del personaggi a costosi speciali per il pubblico adulto, anzichè rischiare una serie che avrebbe di sicuro attirato attenzione e creato polemiche indesiderate per una Casa che destinava comunque gran parte delle sue testate alla lettura di adolescenti.
La situazione cambiò soltanto negli Anni Ottanta, quando la moda dei giustizieri alla Rambo suggerì alla redazione un tentativo di cavalcare l'onda del reaganismo imperante e provare una miniserie pilota, che nel 1986 venne affidata all'esperto scrittore di BATMAN Steven Grant e disegnata da Mike Zeck.
CIRCLE OF BLOOD toccava temi delicati come la situazione carceraria e la possibilità di una lobby in grado di finanziare un suo sistema di giustizia privata: mostrava situazioni scabrose e dipingeva figure di una zona grigia tra bene e male, dove il tema eroico scompariva per lasciare il posto alla lotta per la sopravvivenza,all'inganno e alla manipolazione, al teatro della debolezza e della meschinità umana su cui il Punitore si staglia come una figura spietata ma dolente, quasi shakespeariana.
Superata la prova del grande pubblico, il semaforo si fa verde per la prima serie ufficiale dedicata a Frank
Castle. L'anno seguente debutta THE PUNISHER, e il suo successo immediato porterà addirittura a una
seconda testata di nome PUNISHER WAR JOURNAL (dall'abitudine di Frank di registrare quotidianamente il suo diario di guerra) nel 1988.
Gli americani non sembrano avere mai abbastanza delle sanguinose gesta di Castle, che abbatte criminali senza distinzioni di etnìa, colore e genere (anche se per una regola non scritta tende ad evitare le donne).
Il solo limite che il Nostro si pone è di non colpire mai le forze dell'ordine che normalmente cercano di arrestarlo e/o gli sparano addosso , neppure se si tratta di poliziotti corrotti. Questo principio verrà meno solo nel 1993, quando al termine della lunga saga SUCIDE RUN Frank eliminerà lo psicopatico agente Blackwell,colpevole però di aver ucciso un suo stesso collega.
La richiesta popolare giungerà nel 1992 ad attribuirgli addirittura una terza serie, WAR ZONE, disegnata
dallo straordinario figlio d'arte John Romita jr., mentre le comparsate di Frank sulle altre testate, da SPIDERMAN a DAREDEVIL a GHOST RIDER, si moltiplicheranno sino all'inflazione.
Difficile dire se il declino successivo delle testate sia stato dovuto a saturazione del mercato o a un mutamento dei gusti del pubblico: ma sicuramente l'America di Clinton, più socialmente consapevole e scottata dalla Prima Guerra del Golfo, è molto più tiepida nei confronti del Punitore. Le sue serie si riducono
man mano ad una, sino a scomparire di nuovo con PUNISHER 104 del 1995. Il Giustiziere viene lasciato solo con la sua crociata , ormai percepita come il ripetersi monotono di un ciclo di violenza fine a se stesso.
2- continua
mercoledì 19 dicembre 2012
IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA:
IL MONDO SECONDO IL PUNITORE
Frank Castiglione nasce nel 1974.
Nel 1971 l'America delle strade delle grandi città aveva decretato il successo di "Dirty Harry" del regista Don Siegel, il film iniziale del celebre ciclo dell'ISPETTORE CALLAGHAN. Clint Eastwood, poliziotto
duro e impietoso, aveva dato voce al malcontento dei cittadini delle metropoli invase dalla violenza e dal
disagio sociale: sono gli anni in cui New York è considerata la città più pericolosa del mondo - e, inciden-
talmente, è anche quella che ospita la sede della Marvel Comics.
Lo sceneggiatore Gerry Conway è uno degli interpreti della ventata di rinnovamento che sta aggiornando e arricchendo l'organico Marvel con personaggi espressione delle nuove realtà e subculture: il detective ex-carcerato afroamericano LUKE CAGE (versione superumana dello SHAFT che sempre dal '71 spopo- lava nei cinema), i nuovi X-MEN intercontinentali e multietnici,il demoniaco biker vendicatore GHOST RIDER etc. Il mito del giustiziere è tradizionale nell'America erede dell'epopea western, fatta di Tom Mix, John Wayne, Gary Cooper e cavalieri delle valli solitarie: ma è rischioso se portato in un contesto metropoli- tano, dove le permissive leggi sul porto d'armi rendono potenzialmente esplosivo ogni invito alla giustizia privata - realtà che verrà di lì a poco documentata dal mitico "Taxi Driver" di Robert DeNiro.
L'operazione PUNISHER viene quindi gestita con grande prudenza, introducendo dapprima il personaggio
come ospite in una puntata della serie più seguita del Paese, AMAZING SPIDERMAN 129, esaminando i risultati e ripetendo la cosa sei mesi dopo, nel 135. I responsi sono entusiasti, e lo staff Marvel decide di proseguire raccontando le origini di Frank in un numero di una serie "adulta", MARVEL PREVIEW 2 coi tempi e le atmosfere di un romanzo noir.
Il cognome di Frank verrà subito ri-anglizzato in CASTLE per timore delle reazioni presso la comunità italo-americana, già sufficientemente associata alla violenza criminale dal serial "Il Padrino" di Coppola , e solo negli anni 2000 verrà ribadito che il cognome italiano è l'originale, poi cambiato dallo stesso Frank per cancellare il ricordo del ghetto dove era cresciuto. Verrà confermato il suo dossier di militare decorato e di reduce dal Vietnam, e dettagliata la strage della sua famiglia dopo la casuale testimonianza ad un'esecuzione criminosa durante un picnic a Central Park. Incidentalmente, notiamo che anche la moglie di Harry Callaghan era stata uccisa da un rapinatore in fuga in automobile. La motivazione alla vendetta, frequente e iconica fin dai tempi di Batman, acquista però in Castle un'ampiezza e un estremismo mai visto prima: il simbolo stesso,il grande teschio che indossa sul petto,è un programma inequivocabile del fatto che il Punitore non fa domande e non prende prigionieri. La legge del taglione già gli suonerebbe come un compromesso: Frank conduce una guerra solitaria al crimine ed attua la sua personale legge marziale. Il sangue chiama altro sangue, in un ciclo di violenza senza fine.
1- continua
lunedì 10 dicembre 2012
LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO - Conclusione
G U E R R A C I V I L E
L'America di Reagan, dei McDonalds e della Coca Cola Light non ebbe mai cittadinanza nelle serie Marvel,
nate nell'era del maccartismo e sempre profondamente diffidenti nei confronti del paternalismo conservatore
e della cultura della competizione che intanto invadeva gli altri media, soprattutto il cinema. La parabola del
secondo Capitan America - il sostituto prescelto dalla Commissione per le Attività Superumane al posto di Steve Rogers - è pienamente significativa. Militare di carriera dall'ironico nome di John Walker (sostanzialmente una marca di whisky), il nuovoCap si rivela rapidamente uno psicotico reazionario manipolato dal nazista Teschio Rosso, la vera forza nascosta dietro la Commissione. A un anno e mezzo dalla sua uscita di scena, Rogers nel n.350 della serie tornerà trionfalmente al suo ruolo storico, per vedere in poco tempo il sogno reaganiano spiaggiato sulle sabbie del Golfo Persico.
La Prima Guerra del Golfo è un colpo pesante per l'America dei ceti medi, il cui sogno di consumatrice acritica di benessere si infrange sulla prima grande crisi economica che il conflitto si porta dietro. La risposta politica porterà alla filosofia dell'"I CARE" di Clinton, all'interventismo in campo sociale e alla riscoperta della solidarietà: ma i fumetti degli anni '90 porteranno a lungo i segni del trauma, riflettendo un incupirsi dei toni e un inasprirsi dei modi simboleggiati dall'epopea della Morte di Superman (1992): sono gli anni del sorgere della Casa Image, editrice fondata da disegnatore fuoriusciti dalla Marvel e autori di una generazione di eroi cinici e violenti in cui il lettore medio può trovare sfogo alle sue frustrazioni. Anche i nomi più classici risentono della tensione generale: Batman,ferito gravemente,lascia la scena a un giustiziere psicopatico di nome Azrael,Lanterna Verde impazzisce e diventa un assassino,e via dicendo.
In questo panorama la figura di Capitan America cessa di essere un riferimento, e si ritrae nelle retrovie a lungo. Emblematica sarà la storyline "Fighting Chance", in cui uno Steve Rogers progressivamente abbandonato dagli effetti del siero che lo ha reso Capitan America scivola alla fine in un coma quasi simbolico, dal quale riemergerà grazie a una scaltra operazione di rilancio quasi umoristicamente ri-nominata OPERAZIONE RINASCITA, condotta dal rampante scrittore Mark Waid, fautore della linea di ritorno agli elementi classici dell'universo eroico Marvel.
Da CA 445 del tardo 1995 Cap assumerà lo status di cardine morale dello scenario Marvel , sancendo lo standard morale dal quale altri personaggi misureranno la distanza (il Punitore,Wolverine,Ghost Ridet etc).
Questo ruolo acquisterà un rilievo assoluto e definitivo con la svolta psicologica epocale dell'America post-
Undici Settembre.
Il Capitan America del nuovo decennio riprenderà quelle caratteristiche di libertarismo ispirate allo spirito della Costituzione che già lo avevano portato in urto col Governo nei tardi '80: e di fronte alla realtà del neoconservatorismo espressa in leggi come il Patriot Act, di fronte all'imperialismo paranoico dei Bush e dei Cheney e alla sindrome da controllo giustificata dalla lotta al terrorismo (vedere il celebre documentario
e Oscar APOCALYPSE 9/11 di Michael Moore), era solo questione di tempo prima di arrivare allo scontro frontale chiamato Guerra Civile (CIVIL WAR).
Casus belli è una legge sulla registrazione obbligatoria degli individui dotati di capacità supernormali, in quanto potenzialmente pericolosi per la popolazione civile, e l'arruolamento obbligatorio degli eroi alle dipendenze del Governo. La legge spacca in due la comunità superumana, dividendone i fautori - capeggiati da un Tony Stark/IRON MAN profondamente diverso da quello estroso e anarcoide ritratto dal cinema - e gli oppositori, guidati da Cap stesso, la cui esperienza diffida profondamente della deriva autoritaria di ogni Stato che discrimini i cittadini e ne violi il diritto a privatezza e libera scelta.
L'esito del contrasto è uno scontro di immane violenza, per porre termine al quale Steve sceglie di costituirsi per perorare la sua causa in sede giudiziaria anzichè su un campo di battaglia metropolitano. Ma all'ingresso del tribunale l'eroe viene apparentemente abbattuto da un cecchino di Teschio Rosso, il quale ha visto nel disordine e nella paura forze da fomentare per favorire il possibile instaurarsi di una dittatura.
L'ennesima dipartita di Cap, che avrà durata di circa un anno, servirà questa volta all' autore di punta Marvel
Brian Michael Bendis a precipitare l'America immaginaria in una sorta di stato di polizia sorvegliato da un'esercito superumano chiamato l'Iniziativa dei 50 Stati, poi a destabilizzarlo tramite la scoperta di un'infiltrazione aliena e a portarlo al parossismo con l'incarico di guida della difesa del Paese al folle Norman Osborn, l'omicida nemico dell'Uomo Ragno, il quale porterà rapidamente la situazione al disastro.
Dalle macerie di una inverosimile campagna contro Asgard (regno degli Dèi nordici temporaneamente installato nel bel mezzo della nazione) il redivivo Steve Rogers uscirà ancora una volta come l'Uomo al servizio dell'Idea, l'eroe che per quanto maltrattato ed emarginato dal suo Paese legale, in nome del Paese reale si ripresenta ad argine delle forze del caos e del totalitarismo. Capitan America appartiene al Sogno Americano di libertà e giustizia, che nulla ha a che fare col dominio delle corporations , delle operazioni di polizia internazionale e dell'irresponsabilità sociale delle lobbies finanziarie.
Per questo nel 2011 si vedrà assegnare la direzione di tutti i corpi di sicurezza governativi, diventando ad ogni effetto - e secondo le sue parole - il "top soldier" d'America, simbolo e garanzia di un' America ancora sana e ad ogni costo determinata a ritrovare se stessa, in quella che la Marvel brillantemente presenterà come la nuova HEROIC AGE: l'Età degli Eroi di cui Steve Rogers, figlio di poveri immigrati irlandesi della Lower East Side di Brooklyn, è stato il primo e il più grande, autentico protagonista.
Janisch
giovedì 6 dicembre 2012
LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO : PARTE SECONDA
"Sono Fedele Soltanto al Sogno"
Dopo la breve parentesi trascorsa nelle vesti di Nomad, riflettendo sul bisogno della nazione di un simbolo di ciò che ancora è integro nell'America di oggi, Steve Rogers ritorna al suo ruolo storico. Il manto di Nomad passerà a Jack Monroe, un giovane che negli Anni '50 era stato scelto come equivalente di Bucky per affiancare un Capitan America governativo e anti-comunista (un modo per la Marvel dei '70 per distanziarsi dall'effimero e imbarazzante tentativo dei predecessori Atlas di schierare Cap nella Caccia alle Streghe della
Commissione McCarthy).
Sempre più spesso Cap verrà a confrontarsi con realtà scomode come la segregazione razziale, i rigurgiti di nazifascismo sintetizzati dal suo memico per eccellenza TESCHIO ROSSO, la diseguaglianza sociale e l'omosessualità - nel 1982 accetterà serenamente la decennale convivenza del suo ex-compagno di scuola Arnie Roth ( ebreo e gay) con l'insegnante Michael, che verrà ucciso dal criminale nazista Zemo in una toccante e intensa storyline del franco-americano Jean-Marc DeMatteis, esperto in temi scabrosi e responsabile anche di una famosa Spider-storia in cui per la prima volta si parla di pedofilia ("Il Bambino Dentro").
La Storia, però, tra le sue scelte di marcia ha anche la retro: e l'America di Reagan, della prosperità, degli yuppies e del neo-conservatorismo era dietro l'angolo.
Nel 1985, al culmine della leggendaria saga BORN AGAIN, in cui il vigilante DAREDEVIL sta cercando di proteggere il suo quartiere di nascita (Hell's Kitchen, zona degradata della periferia newyorkese) da un folle commando di nome NUKE, Cap interviene e di fronte al questa psicotica macchina omicida è colto da un dubbio angosciante. La fisiologia potenziata e inumana del marine (si noti,un reduce del Vietnam paranoico che è a tutti gli effetti una polemica trasposizione del RAMBO di Stallone che spopolava all'epoca) è molto, troppo simile alla sua.
Nel confronto con un generale per scoprire se il Dipartimento della Difesa abbia ripreso il Progetto Rinascita che aveva portato alla nascita di Capitan America creando una nuova generazione di super-soldati, Steve si sente ricordare il suo grado militare inferiore, e il dovere di fedeltà al suo Governo.
"Io non sono fedele a niente altro che al Sogno" risponde lui, accarezzando la bandiera nell'ufficio senza nemmeno guardarlo. E' un momento definitorio, che attraverso lo scrittore Frank Miller toglie Cap da ogni
schieramento politico collocandolo al di sopra delle parti, nello spazio dei principi fondanti della democrazia
e infinitamente distante da chi trasforma soldati in pazzi assassini noleggiati al migliore offerente a rischio della popolazione civile. Una prova di indipendenza che avrà delle conseguenze, generando un filone narrativo che chiarirà ulteriormente la distanza della linea editoriale Marvel dalla filosofia dell'era reaganiana.
Con il famigerato n.332 del 1987, infatti, Steve si troverà di fronte a una Commissione che gli ordinerà di assumere un ruolo ufficiale di rappresentanza e difesa del Governo degli Stati Uniti, oppure di abbandonare nome,divisa e scudo in quanto legale proprietà della Casa Bianca. Per tutta risposta i funzionari si vedranno consegnare maschera e costume appoggiati sullo scudo più famoso dedl mondo, mentre il Primo Vendicatore se ne andrà nella sera e in un futur incerto, senza dire una sola parola.
4- continua
giovedì 29 novembre 2012
LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO
La Morte Ciclica di Capitan America
Dal 1964 in avanti Steve Rogers, attraverso il suo alter ego in un costume che susciterebbe ampie risate se non ci fosse lui dentro , interpreterà il percorso politico e spirituale di un'America sempre più tormentata e
dubbiosa. Il segno caratteristico della storia del personaggio diventerann le crisi periodiche che sembreranno
determinarne la fine e poi l'inevitabile resurrezione.
Una prima volta nel 1969 il genio dei comics Jim Steranko simulò la scomparsa di Cap facendo ritrovare una maschera con le fattezze di Rogers (C.A.111),per convincere il mondo che si trattasse di un'identità fittizia dietro la quale si celava un mistero governativo. Questo per proiettare l'eroe nel mondo narrativo dello spionaggio internazionale che spopolava all'epoca attraverso il successo di James Bond, che aveva il suo equivalente Marvel nella figura di NICK FURY, capo dell'organizzazione SHIELD.
Gli interventi per aggiornare il personaggio e renderlo attuale sia per il pubblico più giovane che per quello
progressista, che tendeva a identificarlo con i valori conservatori dell'establishment, proseguì l'anno successivo con l'introduzione di FALCON (CA 117): primo eroe afro-americano Marvel ( il PANTERA NERA presentato in FANTASTIC FOUR 52 era interamente africano,e regnante dello stato di Wakanda) e di estrazione schiettamente popolare e metropolitana. I due presto comporranno una squadra operativa, fino ad associare per un pò il nome di Falcon al titolo stesso della testata.
La seconda "operazione rinascita" raggiungerà il culmine nel 1971, quando con il n.139 Steve Rogers prenderà la storica decisione di arruolarsi nel corpo di Polizia di New York per essere vicino ed imparare a
conoscere la gente comune che protegge, libero dall'ombra oppressiva della sua identità in costume.
In questo modo gli echi della rivoluzione culturale del '68 si esauriranno dopo aver fatto di Cap il prototipo
dell'eroe impegnato ma non ideologico, socialmente attivo ma non socialista, servitore pubblico ma critico di
un sistema politico che ha dimostrato grande difficoltà nel correggere se stesso. Famosa la frase pronunciata
da Falcon al proposito: "In questo Paese c'è qualcuno che lavora per rendere i ricchi più ricchi e i poveri più poveri, e questo a me non sta bene!"
Questo ci porta alla seconda grande crisi nella storia di Cap,nata come l'ennesima trama di lotta contro un
gruppo di potere criminale di nome IMPERO SEGRETO, ma che avrebbe acquisito in corsa uno sviluppo dirompente: perchè nello stesso periodo 1973-74 si disegnava alla cronache la fosca vicenda dello scandalo
Watergate,che avrebbe alla fine provocato le dimissioni dello stesso Presidente Richard Nixon.
Malgrado le successive smentite dello staff Marvel, l'autore di allora Steve Engleheart decise polemicamente
di mostrare la fuga del capo dell'Impero all'interno della Casa Bianca e il suo suicidio finale alla scrivania dell'Ufficio Ovale, la sala di lavoro del Presidente (CA 175). Il volto rimane nell'ombra e si dichira soltanto (in didascalia) che si tratta di "un alto funzionario del governo": ma lo shock della scoperta per Cap si giustifica solo alla luce dell'intendimento dello scrittore, ed è tale da causare in lui la decisione di rinunciare al ruolo di difensore pubblico di uno Stato che gli appare irrimediabilmente compromesso.
Con il n.176 Steve Rogers abbandonerà per la prima volta l'immagine di Capitan America, per assumere poco dopo l'identità alternativa di eroe popolare e senza bandiera, dal significativo nome di NOMAD.
4-continua
mercoledì 21 novembre 2012
LA SECONDA VITA DI CAPITAN AMERICA: UN UOMO FUORI DAL TEMPO
1964.
L'America di Kennedy si sveglia diversa da quella sorridente e repressa che l'isteria conservatrice della Caccia alle Streghe aveva cercato di congelare come un dipinto di Norman Rockwell.
L'America di Kennedy, prima di tutto, ammette i suoi problemi. Il disagio giovanile e l'ingiustizia sociale
portano la violenza nelle strade metropolitane. La popolazione nera sfila con Martin Luther King per reclamare i suoi diritti: I HAVE A DREAM, dice a Washington, il centro politico della nazione.
Poi, l'America di Kennedy perde Kennedy: ucciso da chi,poco importa. Il trauma è inimmaginabile per chi,
come gli europei, guarda senza capire a un Paese così vicino e così lontano, che aveva sognato di essere perfetto e si scopre diviso, diseguale, tradito.
Stan Lee e Jack Kirby hanno tracorso dieci anni a creare storielle brevi su mostri,fantasmi e minacce aliene per riviste-contenitori dai titoli tipici - STRANGE TALES, JOURNEY INTO MYSTERY, TALES OF SUSPENSE e TALES TO ASTONISH. Il successo nel 1961 di FANTASTIC FOUR - una serie di gruppo su supereroi dall'aspetto inquietante e dalle dinamiche interne da famiglia litigiosa, con un mostro,un teenager e una donna guidati da uno scienziato nerd che sembravano uno spaccato del Paese dell'epoca - aveva dato loro forza economica e commerciale. Il boato di SPIDERMAN nel '63 aveva messo in scena i
disagi della gioventù americana, dalle difficoltà economiche ai problemi d'integrazione e di lavoro. X-MEN aveva per la prima volta fissato col concetto di "mutante" il valore positivo della diversità in sè, dopo esser stata la realtà rimossa dell'intero decennio precedente.
I due autori decisero che era il momento per riproporre uno standard morale al di sopra delle parti, un simbolo di unità e di integrità che potesse superare i sospetti e le divisioni e dal medium popolare del fumetto lanciasse un appello di speranza all'America orfana della sua guida spirituale. E l'unico candidato possibile era Steve Rogers, il James Stewart dei comics, l'uomo perfetto nella sua onestà e modestia, limpido ed esemplare aldilà del genere,la razza,il credo e l'opinione politica.
L'unico problema era che Capitan America era svanito dalle cronache, era poco più che un ricordo.
L'operazione di recupero che Lee architettò per riportarlo nel presente fu scaltra al limite del geniale.
La testata anziana della neonata Marvel (che aveva rilevato le serie Atlas ex-Timely degli anni '50) era STRANGE TALES, che dal n.101 ospitava le storie della Torcia Umana, il popolarissimo eroe teenager dei Fantastici Quattro. Il fatto che il personaggio riprendesse di fatto la primissima creazione della Timely - la
prima Torcia datava Ottobre 1939, ed era comparso in MARVEL COMICS 1, in onore del quale era stata ri-nominata la nuova casa editrice - agli occhi di Stan Lee era una circostanza in più per il piazzamento dell'Operazione Rinascita.
Fu così che nel n.114 del Novembre '63 un abile impostore si presentò sotto le spoglie di Capitan America per coprire, in realtà, un progetto criminale poi sventato dalla Torcia: ma per la prima volta il Paese rivedeva il suo antico eroe, assistendo a una sorta di prova generale del suo ritorno; e alla fine della storia la redazione invitatava i lettori ad esprimersi sulla possibilità di un ritorno vero e proprio.
L'improvvisato referendum ebbe un esito incoraggiante, per cui Lee e Kirby si misero al lavoro: si decise di non rischiare un rilancio su una testata singola, ma di andare per gradi inserendo Cap in un contesto di gruppo. Fu scelta la serie AVENGERS, un contenitore che già riuniva eroi provenienti dai loro titoli indivi-
duali: THOR, HULK, IRON MAN e GIANT-MAN. Lo storico numero 4 del Marzo 1964, il cui prezzo si
aggira oggi sui 7000 dollari, vide questo eterogeneo team ritrovare nelle acque dell'Artico un blocco di ghiaccio contenente il nostro eroe, rimasto congelato in animazione sospesa fin dagli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.
Una metafora ironica, cui fu data sostanza narrativa con un intervento di Ret-Con (retro-continuity, termine per designare la riscrittura di eventi passati in un continuum di narrazione) che vedeva Cap disperso nel '45 in un'azione bellica in territorio europeo, volta a sventare il lancio di un missile contro l'America da parte dello scienziato nazista Zemo.
Nello stesso episodio perdeva la vita Bucky, trauma il cui senso di colpa diventerà un tormentone negli anni a venire- e cui porrà fine in tempi recenti la discutibile resurrezione della giovane spalla, che verrà rivelato essere stato salvato e catturato dai Sovietici per divenire poi un temibile agente al servizio del KGB.
Ora, l'abilità di Stan Lee fu di ridisegnare la periferia narrativa di Cap, mantenendo intatti i valori e i principi che lo definivano, ma spostandoli nel contesto problematico e in divenire dei nuovi anni '60: Steve Rogers si
troverà quindi ad essere un uomo fuori dal tempo, sintesi e bandiera dello spirito costituzionale americano ma portato di fronte ai dilemmi e alle spaccature che il cambiamento sociale ha comportato. Cap dovrà affron-
tare i temi della contestazione e del razzismo, della diseguaglianza e dell'alienazione con un impatto e una partecipazione che nessun altro eroe del fumetto avrebbe potuto presentare.
Ancora più del SUPERMAN della DC, la sua resterà nei decenni la voce autentica dell'America di fronte al mondo: un'America con gli occhi aperti, che cresce e si interroga confrontando di continuo i principi a cui si ispira con la realtà della vita e della Storia.
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domenica 18 novembre 2012
IL VOLTO DELL'AMERICA : I TEMPI CHE CAMBIANO
Il primo Capitan America di Simon & Kirby fa sfoggio di uno scudo di forma tradizionale, forse leggermente ridicolo,e porta una pistola alla cintura. Questa fisionomia muterà rapidamente a causa delle rimostranze di una casa editrice di nome MLJ, che osserverà la somiglianza dello scudo con il simbolo sul costume di un
loro eroe patriota di nome, appunto, SCUDO, inducendo l'editor Goodman a chiedere agli autori una modifica immediata. Così, col n.2 della serie Cap riceverà in dotazione il celebre scudo circolare stellato,
mentre la pistola scomparirà in favore di un approccio interamente atletico all'azione.
Nessun intervento invece sulla figura di BUCKY, l'aiutante teenager chiaramente analogo al Dusty di Scudo,
che aveva riscosso ampio gradimento presso il pubblico più giovane.
Tra il 1941 e il 1945 Steve simboleggiò con immensa conosonanza popolare il sogno sia il sogno americano
dell'Uomo Qualunque la cui volontà trascende ogni difficoltà , sia l'immagine della Democrazia che l'ombra nazifascista sembrava oscurare in Europa.
Steve Rogers compone, con le sue qualità totalmente terrestri - è semplice e sobrio-quasi-schivo di carattere, solido e posato ma con una squadratura incompatibile con ogni compromesso - , una triade di elementi con i suoi due alleati dell'epoca: la Torcia Umana, un uomo artificiale in grado di infiammarsi a volontà e volare, e il principe di Atlantide Namor, anfibio invicibile nel mare suo elemento.
Stanley Lieber, altro ebreo di origine germanica, entrerà nello staff creativo col n.3 della testata : sarà lui a
riprendere la sostanza del personaggio Torcia a vent'anni di distanza, e a inserirlo in un nuovo gruppo di
eroi chiamati FANTASTICI QUATTRO, che porteranno l'ex Timely (poi chiamata MARVEL) a nuove
vette di popolarità mondiale. Ma per tutto il periodo bellico, sarà CAPT.AMERICA COMICS il periodico più venduto del Paese, tanto da sorpassare col suo milione e più di copie mensili la stessa rivista principe
TIME.
Con la fine del Conflitto, però, il personaggio si troverà privato delle condizioni da cui era nato, e l'interesse dei lettori andrà rapidamente scemando. La prima vittima del calo di vendite sarà Bucky, messo a riposo e
da parte nel 1948 a favore di un'eroina fidanzata di Cap, nel tentativo di cavalcare il successo di serial d'azione e di coppia come L'UOMO OMBRA cinematograficocon Dick Powell e Myrna Loy, o gli stessi FLASH GORDON e MANDRAKE, sempre affiancati dalle loro Dale e Narda.
Ma il sotterfugio non diede esiti, e nel giro dei due anni successivi il pubblico abbandonò la testata insieme al genere bellico in generale. Dopo un maldestro tentativo di convertire la serie in una delle antologie horror pulp allora di moda, il febbraio del 1950 vide col numero 75 l'ultima apparizione del nostro eroe.
Tre anni dopo, la nuova casa ATLAS che aveva rilevato i diritti delle uscite Timely si segnalò per il bieco
tentativo di rilanciare Cap in veste di "Spacca-Comunisti", proseguendo la numerazione interrotta con tre
beceri episodi di ruffianeria nei confronti della dilagante atmosfera di caccia alle streghe. L'infamia ebbe fortunatamente termine già col n.78, nell'indifferenza generale.
Capitan America a tutti sembrava editorialmente finito, e per sempre.
2-continua
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