lunedì 18 marzo 2013






D O C T O R   S T R A N G E 
E' una Specie di Magia ....

Il Richiamo dell'Occulto tra gli Anni '60 e la New Age

Il Fumetto o arte grafica sequenziale, il cinematografo disegnato, ha da sempre a che fare con la magia.
La magia primaria del vedere una storia svolgersi  davanti agli occhi come se fosse reale, che già portò gli Egizi a dare al loro linguaggio scritto la forma stessa delle Storie. La magia del creare trame, del distillare espressione verbale, del dare vita e identità a idee che spesso sopravvivranno a chi le ha avute.
Il primo prodotto e archetipo dell'incontro narrativo fumetto/magia è, naturalmente, il MANDRAKE del 1934 di Lee Falk,  poi creatore di PHANTOM (il nostro Uomo Mascherato). Il quale però, nonostante un nome evocativo - il nome anglosassone della radice magica Mandragola - e un aspetto che diventerà patrimonio quasi obbligato dei maghi futuri, baffi e capelli bruni, abito di scena elegante e mantello, non è altro che uno straordinario ipnotizzatore e illusionista.
Giovanni ZATARA, per contro, è uno stregone vero e proprio che avrà l'onore di fare la sua comparsa proprio su ACTION COMICS 1 del 1938, l'albo-cardine della storia dei comics che lancerà il personaggio di SUPERMAN. Mentre però quest'ultimo diventerà in breve un fenomeno mediatico planetario, l'occultista di origine italiane  vivrà una carriera di secondo o terzo piano, per poi lasciare il posto alla più affascinante figlia ZATANNA.

Nel 1961 un giovane Stan Lee preparava quello che sarebbe stato lo storico passaggio dalla Atlas, casa editrice di riviste-contenitore di fumetti di fantascienza,fantasy e horror articolate in storie brevi, alla Marvel, madre della nuova età dei supereroi. Lee credeva fortemente nelle potenzialità commerciali dell'Occulto, e voleva creare innanzitutto un personaggio di questo tipo come pilota per le iniziative future: per questo insieme al fidato Jack Kirby introdusse dal n.1 della nuova collana AMAZING ADVENTURES (Giugno '61) quello che sarebbe diventato il famigerato DR.DROOM, uno degli episodi più infelici nella storia Marvel.
Anthony Droom, medico occidentale recatosi in Tibet per curare un Maestro Lama malato, riceve da questi
l'eredità dei suoi poteri mistici - assumendo tratti del viso asiatici come una sorta di dress code del ruolo- e si dedica a vegliare sul mondo contro le forze dell'Oscurità. Questo sarà l'impianto delle origini dello stesso,venturo DR.STRANGE: ma il primo tentativo falliva perchè espresso in trame banali e prive di specificità, raggiungendo un picco comico col n.4, quando Droom convince un'avanguardia di invasori alieni a desistere perchè la Terra è popolata da un'impervia razza dominante di... scavatrici industriali.
Il destino riservò invece i suoi favori ad una serie imperniata su quattro astronauti dilettanti investiti di strani poteri dovuti alle radiazioni cosmiche: il n.1 di FANTASTIC FOUR uscì nelle edicole nell'Autunno, incon-
trando un immediato successo.
Lee non si diede per vinto, e attese per un anno e mezzo - durante il quale provò senza riscontro dei try-outs di vari personaggi mistici su racconti sparsi della 4 riviste-contenitore -  per poi affidare al brillante disegnatore e sceneggiatore Steve Ditko l'allestimento di una seconda proposta; questa sarebbe stata presentata sulla rivista ammiraglia STRANGE TALES, che dal tardo 1962 ospitava le storie della TORCIA UMANA, il membro di FANTASTIC FOUR più popolare tra i teenager.
Ditko era già stato autore del solo try-out che sarebbe stato poi ripreso in seguito, un mago di Atlantide a nome MASTER KHAN apparso nel n.77 della stessa STRANGE TALES (poi inserito come villain nelle serie minori IRON FIST e SUB-MARINER del decennio successivo); e come già aveva fatto l'anno prima per la creazione di SPIDERMAN, elaborò per conto suo un layout completo che Lee non fece altro che approvare. Nel numero 108 di Maggio '63 collaudò nel racconto "The Iron Warrior"l'aspetto della futura controparte malvagia dell'eroe, il Barone Mordo, e nel 110 di Luglio il mondo incontrò per la prima volta le esotiche e inquietanti fattezze del nuovo DOCTOR STRANGE.
Per la cronaca, la copertina sopra riportata non esiste, essendo il risultato dell'interpolazione grafica di un brillante blogger americano, Howard Hallis - le copertine della rivista dedicate a DS tra il 110 e il 146 ,i numeri della gestione Ditko , furono solo le due di 130 e 146 perchè Lee preferì sempre privilegiare i personaggi dalle vendite maggiori, prima la Torcia e poi lo 007 della Marvel NICK FURY.
Tuttavia il 110 di STRANGE TALES , il cui titolo diede un pò subdolamente il nome al personaggio, doveva
segnare all'insaputa di tutti un nuovo, straordinario capitolo non solo nella storia dei comics, ma in generale in quella della cosiddetta beat culture che andava imponendosi all'America degli Anni Sessanta.

1 - continua

















lunedì 4 marzo 2013







X-MEN: L'ODISSEA DELLA DIFFERENZA -Conclusione

Strano a dirsi, X-MEN fu l'unica di tutte le nuove serie Marvel a non incontrare un durevole successo di pubblico. Dopo un primo periodio importante sotto la gestione diretta di Stan Lee e Jack Kirby,  le redini grafiche passarono a disegnatori di secondo piano come Jay Gavin e Werner Roth, e presto anche Lee cedette il lavoro di sceneggiatura al suo assistente Roy Thomas. Anche il tentativo di rilancio, brillantemente operato chiamando in causa l'innovatore Neal Adams (autore di una storica sequenza di storie di Lanterna Verde e Freccia Verde per DC Comics),non riuscì a colmare la lacuna fondamentale nel tessuto narrativo,
che era la scarsa differenziazione rispetto alle storie degli altri gruppi in costume Marvel: FANTASTIC FOUR e AVENGERS possedevano nomi di spicco e maggior spessore di personalità rispetto a cinque teenager complessati , mentre il potenziale della tematica sociale di emarginazione e persecuzione rimase quasi del tutto inespresso. Alla potente trama della creazione delle Sentinelle, automi superpotenziati creati per cacciare i mutanti per conto del Governo americano, succedette un'anonima teoria di colorati e spesso grotteschi villain senza alcun fascino. La collana si trascinò con vendite mediocri sino al n.66, ma Lee preferì non interromperla, bensì proseguire ristampando le storie precedente per creare una parvenza di continuità in attesa di un'idea per rinnovarne radicalmente l'impianto.
L'idea giunse nel tardo 1973, preparata commercialmente dall'uscita di una serie specifica di ristampe della sequenza delle origini di Lee/Kirby dal titolo AMAZING ADVENTURES,e si rivelò esplosiva.
Chris Claremont era un giovane scrittore di nascita inglese,freelance distintosi per la gestione di Iron Fist - un personaggio minore che compariva su MARVEL PREMIERE,per i cui disegni si era associato a un altro emergente,il canadese John Byrne. Fu deciso di affidare a lui la direzione del nuovo corso di X-MEN, il cui organico stava per essere composto dalla coppia  Len Wein /Dave Cockrum nell'epico GIANT SIZE 1 che sarebbe servito a introdurre con lo stesso nome un gruppo completamente diverso.
L'idea di Wein era di introdurre il primo collettivo multietnico e multiculturale Marvel,riunendo elementi da ogni contesto e di ogni attitudine: quella che sarebbe col tempo divenuta la punta di diamante della squadra,
il canadese WOLVERINE, era una sua creazione di 6 mesi prima (al debutto su INCREDIBLE HULK 180/81) e componeva con GHOST RIDER - 1972- E THE PUNISHER - metà 1974- l'ideale nuova generazione Marvel di eroi cupi e violenti che avrebbe dominato gli anni futuri. Una vecchia conoscenza della prima serie era lo scozzese BANSHEE,ex agente governativo ,come pure il giapponese SUNFIRE, il "samurai atomico": e si decise che Scott Summers/CICLOPE sarebbe rimasto come elemento di continuità alla guida del team.
ORORO MUNROE detta TEMPESTA (Storm), nera africana,offriva vari spunti dirompenti per l'epoca: dotata del potere di controllare gli elementi naturali, era in assoluto l'elemento più potente di un gruppo di soli maschi;nell'infanzia ladra nei vicoli del Cairo e poi venerata come dea adolescente nella savana,la sua assenza di inibizioni borghesi la faceva uscire nuda da una piscina sbigottendo i compagni di squadra. A differenza di alcuni dei quali,non mostrava esitazione a impiegare l'uso della forza letale per autodifesa.
PIOTR RASPUTIN detto COLOSSO, nome probabilmente mutuato da una creatura-arma sovietica dalla serie STRANGE TALES dell'età ATLAS, e un giovane e imponente russo il cui corpo può trasformarsi in acciaio organico. Cresciuto in una comunità agricola, animo sensibile e pittore dotato, è stato il primo X-Man a vedersi costretto a uccidere un nemico, il mutante assassino Proteus nel n.128.
KURT WAGNER detto NIGHTCRAWLER, acrobata e teleporta tedesco dalle pelle blu e dall'aspetto demoniaco, è l'unico del gruppo ad apparire chiaramente non-umano : ciò non gli ha impedito di risultare più volte l'elemento considerato più sexy dal pubblico femminile. La sua fede cattolica lo ha più avanti portato addirittura al sacerdozio.
JOHN PROUDSTAR detto THUNDERBIRD era invece un nativo americano, straordinariamente forte e veloce, il cui carattere impulsivo lo portò però ad essere la prima di una lunga serie di vittime nella storia del gruppo (già alla fine del terzo numero del nuovo corso, il 95): un espediente narrativo già sperimentato con il caso della falsa dipartita del Professor X, e che diverrà ricorrente nel futuro - da lì ad oggi sarebbe morto ciascuno dei membri del gruppo con la sola eccezione di Wolverine, ma mai molto a lungo.
Il giovane Claremont si trovò quindi già servito un organico di prima classe, cui provvide quasi subito ad aggiunte per colmare il deficit femminile: la teenager ebrea KITTY PRYDE e la reimmissione di JEAN GREY,che sarebbe presto divenuta la figura-chiave della più famosa x-storia di sempre, la "saga di Fenice Nera". Ma la sua intuizione, destinata a dare una svolta epocale al modo di sceneggiare il fumetto,fu di dare a una serie di gruppo lo stesso trattamento dello SPIDERMAN di Stan Lee, scomponendo le storie in vicende individuali e creando sottotrame a medio e lungo termine, importando di fatto nei comics la struttura delle soap operas (Claremont professionalmente era un attore mancato). Il nodo centrale divenne il tema del rapporto tra umanità e mutazione, sintetizzato dal tormentone "dobbiamo proteggere un mondo che ci teme e ci odia", il che creò un sottofondo di dramma e tensione in gran parte degli episodi: la paura del diverso,il cinismo dei governi,le divisioni interne al mondo mutante tra il senso di responsabilità civile della fazione di Xavier e il rancore e la violenza capeggiati da un Magneto trasformato in carismatico e tormentato leader politico: tutto questo che era sotteso nella prima gestione Lee/Kirby fu esaltato e rifratto all'attenzione dell' America tradita del Watergate, lacerata dal Vietnam, costernata dall'incapacità di mediare il conflitto arabo-israeliano. Il risultato fu un'onda di piena di vendite, sollecitata da trame importanti e a volte struggenti: il ritorno delle Sentinelle (giganteschi robot governativi cacciatori di mutanti) e la visione di un possibile avveni- -re totalitario in cui si compie l'Olocausto dell'Homo Superior ("Giorni di un Futuro Passato"); la lotta senza quartiere contro il mostro mutaforma Proteus, la cui crudeltà legittima ogni paura umana nei confronti della mutazione; e soprattutto la morte e resurrezione di Jean Grey come FENICE, incarnazione di un'entità aliena la cui progressiva corruzione porterà a un genocidio cosmico e a un conflitto la cui escalation verrà interrotta solo dal suicidio della stessa Jean (all'epoca materia di un aspro contendere tra lo staff creativo e il direttore editoriale Marvel,Jim Shooter).
Il perdurante successo della serie darà vita a numerose aggiunte all'organico, alcune delle quali fondamentali:
il figlio di Ciclope e di un clone di Jean, CABLE, messia cyborg di un futuro parallelo, la problematica coppia ROGUE (incapace di contatto fisico senza prosciugare memoria ed essenza vitale dell'altro) e GAMBIT (fascinoso ladro di ascendenza francese pronto a rischiare la vita per un bacio della sua amata),e molti altri; ma soprattutto imponenti figure malvage: il mutante immortale APOCALYPSE,portatore di una ferrea idea di selezione della razza, MISTER SINISTER, sorta di vittoriano Mengele mutante, il RE OMBRA, mostro telepatico privo di corpo, SABRETOOTH, selvaggio omicida controparte viziosa di Wolverine e molti altri. La complessità di alcuni cicli narrativi portò ad orchestrare incroci tra le varie collane nate dal successo della serie principale - NEW MUTANTS, X-FACTOR, X-FORCE etc - , i cosiddetti x-over: dal riscontro di INFERNO, il primo del 1989, seguì una lunghissima serie di maxi-eventi, sovente di natura sfacciamente commerciale, di solito culminante con la morte di uno o più dei personaggi - così abbiamo avuto X-TINCTION AGENDA, X-CUTIONER'S SONG, AGE OF APOCALYPSE, ONSLAUGHT,THE TWELVE,HOUSE OF M,MESSIAH COMPLEX etc.
Nel 1992 il primo numero della seconda serie di X-MEN, scritto ancora da Claremont e disegnato dalla superstar Jim Lee, pubblicato con quattro diverse copertine che ne componevano una quinta (l'immagine
in apertura di articolo) doppiava ogni record di vendita di tutti i tempi, ancor oggi imbattuto. Il titanico successo della serie, nonostante le gravi difficoltà incontrate dalla Marvel verso la fine degli anni '90, veniva amplificato dalla serie di 5 film cinematografici nel primo decennio del nuovo secolo. La costanza del messaggio acquisiva nel frattempo ancor maggiore attualità e risonanza nella frammentata realtà contemporanea, fatta ormai di una pluralità - spesso insulare - di minoranze con le relative sotto-culture:un mondo di contrasti etnici, emigrazione e alienazione, rivendicazione di diritti civili,endemici conflitti di civiltà,
non può che essere fortemente ricettiva verso il tema del mutante, del diverso. Quel che semmai tende a sfuggire a una chiara percezione è il contesto pacifista e umanitario del sogno originario di Charles Xavier:
quell'unità basilare ed eguaglianza dell'essere umano è spesso divenuta uno sfondo opaco di un teatro dell'identità dove si perde la specificità degli altri,  divenuti indistintamente i "cattivi "- le Sentinelle - , mentre i mutanti oppressi ed emarginati, le vittime, siamo sempre e solo noi. E dimenticando che per ogni Xavier fautore del dialogo e dell'integrazione esiste ed esisterà sempre un Magneto profeta dell'aggressione e dell'imposizione...e che il suo volto non poche volte risulterà essere il nostro allo specchio.

4- Fine










sabato 23 febbraio 2013


EVENTO ZERO:
L' INCREDIBILE STORIA DEI PROTOTIPI MARVEL

1961.
Stanley Lieber, al secolo STAN LEE, sta studiando negli uffici della ATLAS COMICS - piccola casa editrice erede della TIMELY ed embrione nella ventura MARVEL - il lancio di una nuova generazione
di protagonisti di testate super-eroistiche, sulla scia del rinnovato successo del genere dopo l'eclissi di inizio anni '50 dovuto alla censura del periodo maccartista. La data spartiacque della pubblicazione del celebre
SHOWCASE 4, la prima apparizione del moderno FLASH, aveva riportato all'attenzione la grande famiglia della DC Comics: Superman,Batman,Wonder Woman e le nuove versioni di Green Lantern e,appunto,Flash.
Il progetto di Lee era inserirsi nel filone innovandolo creando eroi mai visti prima, più umani e problematici, incitando quindi l'identificazione del grande pubblico.
L'elaborazione dei personaggi da parte del suo staff - formato essenzialmente da Jacob Kurtzberg,entrato nella leggenda come JACK "THE KING" KIRBY, STEVE "DITKO" DITKOVITCH e DON HECK - ebbe luogo per due interi anni, dando luogo ad abbozzi,tentativi e "pilot" che in  vari casi costituiscono i cosiddetti "prototypes": dei veri e propri Eventi Zero in cui un futuro eroe o anti-eroe compare  in forma embrionale, a volte soltanto come proposta grafica e a volte come figura primaria o secondaria di una storia in cui compaiono già o uno o più dei suoi futuri tratti distintivi.
In questa dimensione hanno fatto la loro pre-comparsa sulle testate antologiche Atlas - contenitori di 3-4 racconti fantastici,fantascientifici o horror in genere di 6 pagine ciascuno, dai coloriti titoli STRANGE TALES, JOURNEY INTO MYSTERY, TALES OF SUSPENSE e TALES OF ASTONISH - non pochi futuri protagonisti dell'Era Marvel, in numeri oggi ricercatissimi e dai costi ragguardevoli. L'elenco comprende: HULK, IRON MAN, PETER PARKER (SPIDERMAN) e NORMAN OSBORN (GREEN GOBLIN),ZIA MAY e ZIO BEN,DR.STRANGE,L'ANTICO e il BARONE MORDO, PROFESSOR X,
ANT-MAN, LOKI, il DOTTOR DESTINO, L'UOMO SABBIA,ZZAX etc. In alcuni casi, invece, figure pensate come one-shot incontrarono un certo successo e vennero in seguito riprese, come il famoso drago FIN FANG FOOM , il titano alieno XEMNU - primo a portare il titolo di "Hulk" addirittura a metà 1960-e lo stregone atlantideo MASTER KHAN.
Questo è un indice ragionato dei principali Eventi Zero su cui esiste un consenso di massima , con maggior sostanza del semplice uso di un nome che sarà in seguito riciclato per un personaggio completamente diverso
- come MAGNETO,ELECTRO,SPIDER-MAN,COLOSSUS o lo stesso HULK.
Tutto ha veramente inizio a metà 1961, con il n.1 di AMAZING ADVENTURES, la quinta testata- conteni-
tore di short stories, che nonostante una breve e tormentata vicenda editoriale verrà consegnata alle crona-
che del fumetto per aver lanciato il nome di SPIDERMAN nel numero conclusivo (il 15). Ma è al suo esor-
dio assoluto che Lee e Kirby presentano il primo vero eroe della nuova era: il mistico DOCTOR DROOM,
adepto ed erede occidentale del manto di signore delle arti occulte orientali. Questo chiaro apripista del più
fortunato e famoso DOCTOR STRANGE durerà soli 6 numeri prima di cadere nell'oblìo, mentre il suo nome verrà riciclato- con una "r" in meno-per l'arcinemico dei futuri FANTASTICI QUATTRO. Molti anni dopo sarà ripescato come elemento mistico di una formazione di AVENGERS,con lo stesso insuccesso delle sue origini.
Subito dopo lo storico esordio del mitico Quartetto, il problema era di individuare in fretta un eroe individuale da provare e lanciare in una sua collana. Vari tentativi si succedettero in tutte le testate antologiche,fornendo vari embrioni: il primo ad essere selezionato fu il classico scienziato solitario dalla scoperta straordinaria, un biologo sperimentale di nome HANK PYM, il cui siero lo rendeva in grado di rimpicciolirsi a dimensioni d'insetto e comunicare/controllare le formiche.  Questo in TALES TO ASTON-
ISH 27. In TALES OF SUSPENSE 32, pochi mesi dopo, poteri simili vennero attribuiti a un apicultore mu-
tante. Il confronto tra i due pendette a favore del primo, che con il 35 di ASTONISH venne promosso a 1°
singolo eroe in costume col nome di ANT-MAN (mentre del teorico BEE-MAN rimasero solo prove su carta negli uffici della Casa delle Idee).
Il mese prima, SUSPENSE 31 aveva visto un mostro alieno indossare nient'altro che la futura maschera di
DOCTOR DOOM (senza "r"),la nemesi dei F4 che sarebbe apparso ufficialmente 60 giorni dopo,e il cui visual fu evidentemente completato raccogliendo spunti sulle varie testate.
Abbastanza chiara anche la fisionomia del futuro UOMO-SABBIA nemico abituale dei primi anni di SPIDERMAN, apparsa in forma di invasore alieno in JOURNEY INTO MYSTERY 70.
Ma forse il più clamoroso di questi casi è quello di Victor Avery, arrogante scienziato alla Dr.Jeckyll che trasforma se stesso in un colosso  mostruoso e invulnerabile di colore grigio, il cui aspetto è in modo incontestabile quasi identico alla prima versione di HULK, di qui estrapolata per la prima miniserie di 6 albi il cui n.1 sarebbe uscito nelle edicole due mesi dopo.
Non sempre , ancora ad oggi, sono stati individuati tutti i numerosi "try-outs" che gli artisti dello staff di Lee - Kirby e Ditko in primis - hanno sparso nelle cinque testate tra 1961 e 1962, e spesso le somiglianze hanno creato equivoci. Lo stesso Avery è stato superficialmente considerato un prototipo del nemico di Thor Mr.
Hyde, mentre solo il numero prima di JOURNEY - il 78 - è sfuggito ai più il fatto che le fattezze di Aaron lo Stregone , visitatore di un'altra dimensione inseguito da tre individui dalle fattezze e fogge vichinghe, è pres-
sochè identico al giovane Loki che conosceremo dal n.97 nei Racconti di Asgard, e che in versione più adulta già dall' 85 diverrà la regolare nemesi di Thor, suo fratellastro nonchè stregone supremo.
E d'altra parte, pochi si sono accorti da dove il grande Kirby ha sicuramente attinto per creare l'aspetto della COSA, il più inconfondibile dei FANTASTICI QUATTRO, dal massiccio e tozzo aspetto di ammasso antropomorfo di scaglie di pietra arancione...
E confrontate il look di queste spie marziane nella storia "I am Robot X" del 9/61 con quello degli agenti skrull, i primi alieni del nuovo universo Marvel, infiltrati a loro volta in FANTASTIC FOUR 2 del 1/62...
Meno  "inosservato" è stato il prototipo dell'OSSERVATORE, l'emissario extraterreste dal compito di neutrale cronista cosmico che incontrerà il Quartetto nel n.13, dopo una comparsata sotto le spoglie di "Zarkorr" in TALES OF SUSPENSE 35. Anche qui,ogni commento è superfluo.
Insomma, l'imponente lavoro di costruzione dell'edificio dei personaggi Marvel affonda le radici in un cantiere  di materie prime sparse, accumulate a volte per anni. Nel gennaio 1961 , ad esempio, usciva con questa copertina il n.16 di TALES OF SUSPENSE , con la storia portante su un uomo malato che occupava una gigantesca armatura metallica.
E nel Dicembre 1962, ai Fantastici Quattro e ad Ant-Man, a Hulk e a Thor si aggiungeva il protagonista del n.39 della stessa collana, dal fantasioso nome di IRON MAN.

Ma la storia più affascinante e intricata di prototipi è quella della nascita di SPIDERMAN, di cui in parte ho
già trattato nel primissimo articolo di questo blog. Nato per volontà di Stan Lee, che voleva a tutti i costi portare alla nuova Casa un eroe di tipo metropolitano, meno fantascientifico e più quotidiano dei precedenti e dei concorrenti, il futuro Peter Parker è l'esito di studi e selezioni complesse da parte del suo ideatore Steve Ditko,i cui passi e indizi possono essere mappati più o meno come segue.
Come tutti i fans sanno, PETER PARKER e il suo celebre alter ego sono comparsi ufficialmente nell'Agosto 1962 sul numero 15 di AMAZING FANTASY , albo conclusivo della collana e punto di lancio della successiva serie di AMAZING SPIDERMAN. Ma due mesi prima, in Giugno, sul n.97 di STRANGE TALES (la cui copertina è riportata in apertura di articolo) Ditko metteva a punto i comprimari di Peter,la coppia ZIO BEN e ZIA MAY.
Le poche pagine di "Goodbye to Linda Brown" sono oggi tra gli oggetti più ricercati dagli appassionati. Ma il mese successivo, in AMAZING 14 di Luglio, Ditko ci mostra addirittura lo stesso Peter sotto le spoglie di Tad Carter, protagonista di "The Man in the Sky", storia in cui un teenager scopre improvvisamente di avere poteri telepatici e per questo viene emarginato e aggredito dai compagni di scuola.
"Tad" viene sottratto al linciaggio dall'azione a distanza di uno sconosciuto che lo trasporta telecineticamente in volo, e parlandogli con la mente gli annuncia di essere come lui un mutante, e che lo condurrà al sicuro in un luogo dove le persone come lui potranno vivere in pace sino al giorno in cui l'umanità sarà pronta ad accettare i suoi successori.

Questo è il racconto più importante di tutto il periodo pre-eroico Marvel  - presentato in Italia soltanto nello splendido volume SPIDERMAN COLLECTION 1 del 2004, Panini Comics: qui si intrecciano le due tematiche che Lee intendeva sviluppare come linee portanti delle nuove serie: quella del singolo eroe teenager e quella sociale della mutazione e della persecuzione del diverso (ricordiamoci che l'intero gruppo creativo di Lee era ebraico e che ancora fresco era il ricordo della Shohah,rinnovato dalle voci delle deportazioni sovietiche).
E così, mentre Ditko esplorava i suoi try-outs grafici definendo l'aspetto del personaggio, lo scrittore sceglie-
va una netta separazione tra le due linee, ritenendo che la provenienza dei poteri di Peter Parker da una fonte innata come la mutazione avrebbe danneggiato il meccanismo di identificazione con il giovane medio americano. Al tema mutante sarebbe stata riservata la serie ventura di X-MEN, a cui è dedicata l'attuale serie di articoli L'ODISSEA DELLA DIFFERENZA.
Che invece l'elaborazione ditkiana venisse da più lontano del contest interno tra ipotesi di eroi dai nome di insetto (Ant-Man,"Bee-Man" o Spider-Man), è rivelato da un suo racconto dell'Aprile '61 dall'ironico titolo "A Look in the Future", apparso sul n.27 di una rivista della Charlton Comics e riedizione di una sua più vecchia storia del '57: e se già la copertina mette i fans di SPIDERMAN sul chi vive, mostrando un primo piano di un personaggio decisamente identico a NORMAN OSBORN, la tavola d'apertura ha un effetto a dir poco sconvolgente. Vediamo infatti "Norman" alla sua scrivania di dirigente mentre,con la postura sprezzante che gli sarà abituale in futuro, ammaestra un giovane postulante di nome "Peters"...in tutto e per tutto UGUALE A PETER PARKER...!
Questa sola tavola - che può essere visionata su uno dei siti USA dedicati alle edizioni Charlton, ed è stata ristampata in Inghilterra nel n.16 della rivista in b/n WEIRD PLANETS, delle edizioni Alan Class - , oltre a confermare la versione per cui sia Parker che Osborn sono creazioni visual interamente opera di Ditko, ci
rivela l'iter di selezione grafica dei personaggi che verranno presto trasferiti in quello che sarà il più popolare serial Marvel di sempre ( e avvalora la versione ditkiana dell'annosa disputa con Stan Lee circa il fatto che Osborn , che Ditko avrebbe introdotto in incognito nei nn.23 e 25 di AMAZING prima della presentazione ufficiale del 31, sarebbe nato da subito come antitesi negativa di Spidey anche al di fuori della sua identità criminale di GOBLIN). Non solo, ma a tavola 4 "Norman" si dedica addirittura ad abbattere con un pugno un massiccio personaggio in tutto e per tutto identico al futuro UOMO SABBIA...!
Questo lavoro di progettazione interna è stato abituale per Ditko, che ad esempio a due mesi  dall'esordio del DR.STRANGE su STRANGE TALES 110 nel Luglio 1963, e per la precisione nel n.108, ha già definito nel dettaglio le sembianzer del suo arcinemico stregone BARONE MORDO, infilato nel racconto "The Iron Warrior" alle prese nientemeno che col Mago Merlino! Nessuna coincidenza, naturalmente.
Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver e lo stesso Professor X devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano '59.
I nomi stessi, come ho anticipato,vennero a volte recuperati da antiche creazioni dimenticate, spesso mostri alieni di fine anni '50: MAGNETO, COLOSSUS (una statua animata di provenienza sovietica, il che dirà credo qualcosa ai lettori di X-MEN), ELECTRO, nonchè HULK erano dei già sentiti per gli appassionati
dell'era Atlas. Persino SPIDERMAN  era stato usato per una creatura che campeggia sulla copertina di JOURNEY INTO MYSTERY 73 dell'Ottobre 1961.
Ad oggi, non mi risulta siano ancora stati catalogati tutti i tryouts,o precursori o prototipi che dir si voglia che Kirby,Ditko,Heck e i meno noti Reinman e Sinnott possono aver sparso tra le pagine delle centinaia di short stories del periodo Atlas. Questa introduzione ha voluto appunto fare da spinta per uno studio più approfon-
dito dei lavori di questi artisti anche aldilà delle riviste proto-Marvel (vedi la nota sul Ditko della Charlton),che potrebbero riservare ancora svariate sorprese.

Dario Janese,
23.2.13






























mercoledì 13 febbraio 2013






X-MEN: L'ODISSEA DELLA DIFFERENZA
Parte Terza

Il concetto espresso dal nuovo serial mutante è, in quel tardo 1963: esiste una nuova America differente da quella passata, e forse migliore. Se la ignoreremo, sarà a nostro rischio. Se la perseguiteremo, sarà a nostro
danno. La strada da percorrere è il dialogo, per imparare gli uni dagli altri.
La prima composizione del gruppo è molto interessante e indicativa.
Scott Summers, alias Ciclope, leader del gruppo, è un giovane introverso e schivo, un orfano la cui unica famiglia è il gruppo: nel Professor Xavier ha una chiara figura paterna, per la cui approvazione mostra inso-
spettabili qualità di guida sul campo. Anche il suo potere è rivelatore: i suoi occhi emettono scariche incon-
trollabili di energia, che vanno bloccate da occhiali dalle lenti rosse che è costretto a portare 24 ore su 24.
Quale migliore immagine del potenziale di forza inespressa della giovane nazione invisibile di domani, e della sua difficoltà di manifestazione e comunicazione?
Gli occhiali di Ciclope possono nascondere ogni segreto del futuro anteriore: dal grido di libertà del popolo
nero di Luther King all'emancipazione degli stili di vita propugnato dai cantori del rock, dal disagio giovanile affermato dalle figure di James Dean e Marlon Brando di "Gioventù Bruciata" e "Il Selvaggio" al coming out della sessualità diversa che prenderà voce nella rivolta di Stonewall.
Warren Worthington, l'Angelo, è il sogno dell'America WASP: bello e nordico, ricco e disinvolto, un vincitore nato. Ma la sua è forse la diversità più stridente: perchè le ali che nasconde ripiegate sotto gli abiti , se da un lato lo rendono esteriormente simile a una figura biblica che tradizionalmente è simbolo di perfezione e di annuncio del volere divino, dall'altro ne fanno paradossalmente un mutante e quindi un paria. Il messaggio di Stan Lee qui è trasparente: la mutazione non discrimina per aspetto o ricchezza , è ovunque.
Hank McCoy, la Bestia, possiede insieme le caratteristiche fisiche e atletiche tipiche della tradizionale figura del bruto forzuto (tipo l'assistente nero del mago Mandrake, Lothar) , ma coniugate a un intelletto superiore di scienziato, che ostenta un eloquio forbito anche nelle scene di lotta più serrate. Ancora un paradosso, inteso svecchiare la rigidità delle vecchie categorie e i clichè di cinema e fumetto.
Jean Grey, Marvel Girl, tutt'altro che la tipica bellezza di spalla della tradizione, primeggia nello studio ed è assistente diretta del Professor Xavier: esile e rossa di capelli (caratteristiche poco convenzionali all'epoca),il suo potere psicocinetico in breve si dimostra quello dai maggiori margini di sviluppo che ne farà presto il membro più potente del gruppo - mentre la splendida simil-Marylin Sue Storm di FANTASTIC FOUR per i primi due anni di serial oscillerà dal ruolo di ostaggio a quello di peso morto della band, prima di venire finalmente accolta nel nascente aspetto di "donna emancipata".
Infine Bobby Drake, l'Uomo Ghiaccio, tendenziale mascotte a causa della sua età giovanissima, mostrerà precocemente doti di responsabilità e maturità che al Robin di BATMAN avevano richiesto oltre due decenni di preparazione.
Paradosso principe, infine, quello del fondatore e nume tutelare Charles Xavier, il Professor X: non solo genio scientifico, ma addirittura la mente più potente del pianeta - capace di penetrare i pensieri altrui e di proiettare i propri a distanza - , pensatore illuminato e motore di un'idea di fraternità e convivenza civile globale, eppure fisicamente disabile confinato su una sedia a rotelle. Stephen Hawking e Gandhi insieme.
Primo serial Marvel disegnato su uno sfondo dichiaratamente politico-sociale, X-MEN nella sua prima fase contenne il suo potenziale innovatore segliendo di non coinvolgere la dimensione etnica nei suoi temi, ed evitando di presentare personaggi di colore, orientali o semitici. La lotta razziale era in pieno svolgimento e mobilitava energie polarizzate: prendere posizioni definite avrebbe potuto colpire negativamente le vendite.
La situazione , intrinsecamente instabile, sarebbero però in pochi anni mutata fino al punto di rovesciarsi completamente.

3 - continua

martedì 5 febbraio 2013






X- MEN : L'ODISSEA DELLA DIFFERENZA
S e c o n d a   P a r t e

Quando il primo numero della nuova serie X-MEN vede gli scaffali delle edicole, si verifica uno strano e inquietante connubio tra finzione e realtà.
Un gruppo di ragazzi dagli straordinari potere innati , addestrati da un enigmatico scienziato paralitico in grado di leggere e controllare i pensieri degli uomini, interviene per salvare una base militare sequestrata da un terrorista capace di piegare la forza basilare del magnetismo alla sua volontà.
Fin qui, niente di straordinario... se non che le due forze opposte appartengono alla stessa razza, l'ipotetico
Homo Superior, nata dalle recenti mutazioni causate dall'avvento dell'Atomo e delle sue radiazioni: e mentre l'una intende affiancare l'Homo Sapiens nel governo del pianeta, l'altra è determinata a soppiantarlo e ad accelerarne l'estinzione.
Questa prospettiva colpisce profondamente l'immaginazione americana: l'idea del nemico interno un tempo vestiva i panni dell'ideologia comunista o nazista, mentre ora acquisisce un'ampiezza antropologica e si sfrangia, si articola in orientamenti guidati da principi e valori tra loro opposti. La visione di Xavier, fondatore e guida spirituale e politica degli X-Men, è pacifista e mira alla coesistenza razziale, mentre quella di Magneto, padre-padrone di una sua Confraternita Mutante, è aggressiva e di impronta totalitaria. Non a caso il primo ha potere sovrano della forza della mente, mentre l'altro domina le energie primordiali della materia. Lo spacco tra le due scuole percorrerà l'intera storia mutante sino ad oggi, arricchendosi in seguito di specificità e retroscena che rifletteranno il progressivo sfaccettarsi della situazione politica mondiale.
La grande intuizione di Chris Claremont, lo scrittore che nel 1974 riceverà da Stan Lee le redini della gestione della serie e che la porterà alla vetta dell'attenzione e delle vendite internazionali, sarà di fare di
Magneto stesso un perseguitato, segnato dallo sterminio della sua famiglia nei lager nazisti, e di trasformare quindi quella che fin lì era stata l'ennesima crociata per il potere assoluto da parte di un aspirante tiranno,in un titanico atto di vendetta che inscena la tragedia della vittima che si fa carnefice.
Forse per questo Claremont aveva evitato per Magneto - al secolo Erik Lensherr - l'ovvietà dell'appartenenza ebraica: troppo forte e diretto sarebbe stato il richiamo alla vicenda del conflitto tra lo Stato di Israele e la Palestina, la cui violenza era all'epoca costantemente sotto i riflettori , e non avrebbe mancato di generare polemiche e speculazioni -; le quali  oggi sono anzi usate come strumento di marketing,
ma allora erano temute ed evitate il più possibile, perchè ancora fresca era la memoria del periodo delle censure maccartiste e del codice di autodisciplina del Comics Code (infranto per la prima volta proprio da Stan Lee nel 1971 con una celebre storia di AMAZING SPIDERMAN sul tema proibito della droga).
Il leader dei Mutanti Malvagi sarà quindi rivelato di origine zingara, e vittima non solo di Auschwitz prima,ma del regime stalinista in seguito: emigrato in Ucraina, infatti, il primo manifestarsi dei suoi poteri attrarrà l'attenzione delle autorità locali ed Erik vedrà la figlia arsa viva in un assalto alla sua casa da parte di una folla
ignorante guidata dal locale capo di sezione. L'orrore della scena ne causerà un'esplosione incontrollata di energia che ucciderà tutti i presenti tranne la moglie Magda, che atterrita e inorridita fuggirà da quello che ora vedrà come un mostro. Rimasto solo al mondo senza una vera colpa, Erik compirà il transito irrevocabile da vittima a giusitiziere , rinunciando al suo stesso nome per divenire una forza di natura e una funzione della Storia: l'agente dell'estinzione dell'Homo Sapiens.
E' interessante e indicativo dei tempi attuali notare come dagli anni '90, mutante le circostanze di politica interna e internazionale, un'operazione di cosiddetta retro-continuità ("retcon") altererà l'identità razziale di Magneto rendendolo effettivamente ebreo, dandogli un nuovo nome (Max Eisenhardt) e nazionalità polacca,e spiegando come Erik Lensherr sia stata una creazione di un falsario romeno commissionata dallo stesso Max per nascondere la sua reale provenienza. 
Comparativamente molto più banale il passato di Charles Xavier, figlio di un ricco scienziato WASP (white anglo-saxon protestant), afflitto solo da un fratellastro malvagio dal fantasioso nome di Cain e da uno psicotico figlio anche lui mutante, nato dal rapporto di gioventù  con una ricercatrice israeliana di nome Gabrielle Haller. Proprio ad Haifa aveva incontrato "Erik", allora assistente in un ospedale psichiatrico,e ne era divenuto amico, senza che nessuno dei due rivelasse la propria natura all'altro (qui come in vari altri punti e storie la tematica della mutazione può essere facilmente trasposta a quella dell'orientamento sessuale). Ciò si verificherà in modo traumatico durante un confronto con la banda di un criminale e terrorista nazista, dando modo a ciasuno dei due di prendere coscienza sia della loro affinità, che delle loro insormontabili differenze nel modo di affrontare la loro diversità in rapporto all'umanità che li circonda.
Gandhi e Che Guevara, Luther King e Malcom X : Xavier e Magneto intrecceranno una polarità fatta di
rispetto e ostilità mortale, portata sul più ampio palcoscenico del mondo dai successi della trasposizione cinematografica, e ancor oggi lontana dal trovare una soluzione - come ancora non l'ha trovata alcuna delle grandi opposizioni (di etnìa, di religione, di sessualità, di classe ) che affliggono la modernità.

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martedì 22 gennaio 2013


F A T T O R E   X   :  L' ODISSEA DELLA DIFFERENZA

E' il Giugno del 1963 e l'America è alla vigilia di qualcosa, ma non si sa cosa.
Betty Friedan ha da poco pubblicato "La Mistica Femminile" e i gruppi di donne socialmente attive si moltiplicano in tutti gli Stati, compresi quelli del Sud.
Marce di neri per i diritti civili dei cittadini afroamericani sollevano scalpore soprattutto in Alabama, dove il Governatore Waalace è costretto ad ammettere l'iscrizione all'Università degli studenti di colore. Ad Aprile Martin Luther King viene arrestato per aver guidato un corteo non autorizzato.
Il governo comunista del Nord Vietnam continua ad ottenere una vittoria via l'altra nella guerra contro Hanoi,mettendo gli Stati Uniti davanti  all'idea di un ingresso diretto nel conflitto.
Il 27 Maggio "Freewhelin'", il leggendario secondo LP di Bob Dylan, esce nei negozi lanciando nel mondo una canzone dal titolo BLOWIN'IN THE WIND, che diventerà l'inno di sempre delle culture libertarie e pacifiste di tutto il mondo.
L'11 Giugno il Presidente Kennedy in uno storico discorso pubblico annuncia la necessità immediata e irrevocabile dei diritti civili dei neri americani.
La redazione della Marvel Comics , nel suo ancora dimesso ufficio newyorkese, è allo studio di nuove testate che catturino le suggestioni del momento per catturare l'ondeggiante pubblico dei giovani americani.
Il concetto di "mutante" non è nuovo nè nella letteratura popolare e nemmeno nel fumetto: portato all'attenzione generale dal successo di due classici della fantascienza, "Slan" di A.E.Van Vogt e "Foundation and Empire" , secondo capitolo della saga galattica di Isaac Asimov - entrambi usciti poco dopo la fine della Guerra -, nel periodo maccartista aveva simboleggiato la paura dell'infiltrazione dell'estraneo. Il mutante o homo superior, distaccatosi dal ramo principale dell'evoluzione biologica, a seconda dei casi realizzava un progresso spirituale delle razza o si proponeva come suo antagonista e successore, minacciandone l'estinzione.
Lo scaltro autore Stanley Lieber, ebreo americano e quindi culturalmente familiare sia col concetto di estraneità che con quello di persecuzione del dissimile, aveva già deciso di saggiare le potenzialità commerciali dell'idea, ancora incerto soltanto sulla direzione da imprimerle. Era sicuro però sul legame necessario che essa doveva avere con la popolazione giovane, non solo per il fatto che il pubblico dei lettori era composto in gran parte di teenager, ma perchè cresceva nella cultura americana un senso di distacco e smarrimento nei confronti dei nuovi giovani , ormai avvertiti quasi come una razza a parte: i ragazzi che leggevano Kerouac e avevano eletto in "Howl" di Ginsberg il loro inno generazionale, che affollavano i raduni musicali e citavano a memoria Dylan e il suo maestro Woody guthrie, che si mescolavano ai neri nei locali dove si faceva jazz e blues, che rivendicavano libertà di linguaggio , di modi e sessualità... questa nuova America mutante era uno dei volti del futuro, col suo doppio aspetto di promessa e di minaccia, di risorsa e di pericolo.
Lui e i suoi due alfieri, i disegnatori Jacob "Jack Kirby" Kurtzberg e Steve "Ditko" Ditkovich, hanno appena condotto alcuni esperimenti in proposito sulle riviste antologiche con cui la futura Casa delle Idee sfruttava la moda dei brevi racconti a fumetti di fantascienza,fantasy e horror. Già a fine Settembre 1961, subito dopo l'uscita della pietra miliare FANTASTIC FOUR 1, con la storia"The Midight Monster" inclusa in JOURNEY INTO MYSTERY 79 avevano introdotto la mutazione auto-indotta di Victor Avery- uno scienziato alla Dr,Jeckyll che una pozione trasformava un colosso grigio e malvagio, evidente protipo del personaggio di
HULK di lì a poco da venire. Mentre in TALES TO ASTONISH 27 (Ottobre '61) la mutazione era quella del biologo Hank Pym, che riducendo le proprie dimensioni a quelle di un insetto guidava una colonia di formiche a sventare un piano di agenti nemici. In TALES OF SUSPENSE 32 (Maggio '62) un apicoltore definitosi un mutante rimpiccioliva invece un criminale affidandolo alle cure del suo alveare. Il primo personaggio sarebbe poi divenuto uno dei primi eroi Marvel col nome di ANT-MAN (nel n.35 di ASTONISH), mentre il secondo -giudicato un doppione - sarebbe stato dimenticato. Entrambi vanno considerati i pilot del progetto embrionale del nuovo eroe che Lieber intendeva lanciare e che stava ancora prendendo forma nella sua mente: il suo nome sarebbe stato SPIDERMAN, e avrebbe visto la luce in Giugno su quello che sarebbe stato l'ultimo numero della declinante rivista AMAZING FANTASY, il 15.
Ma è nel numero precedente, il 14 di Maggio, che come nel film "Sliding Doors" vediamo precisarsi e divergere impostazioni e caratteristiche che presto prenderanno direzioni differenti, facendo la storia del fumetto mondiale.
Nelle poche pagine di THE MAN IN THE SKY, la storia in assoluto più importante dell'età pre-Eroica
Marvel, un evidentissimo prototipo di Peter Parker dal nome simile di Tad Carter, timido liceale medio, viene visto sviluppare poteri sovrumani d telepatia, venire attaccato dalla folla spaventata dei coetanei e sottratto ad essa in volo dall'azione a distanza di uno sconosciuto - anch'esso telepate e dalle fatezze molto simili a quelle del futuro PROFESSOR X. Questi si presenta come esponente di una ventura razza mutante a cui lo stesso Tad appartiene, e gli annuncia che ora lo riunirà ai suoi simili, in un luogo sicuro sino al giorno in cui l'umanità sarà pronta ad incontrare i suoi successori.
Nel periodo che intercorre tra AMAZING 14 e 15, tra una riunione notturna e un'altra, Lee avrà modo di convincersi dell'opportunità di separare nettamente le due tematiche della mutazione e dell'eroe/ragazzo qualunque, perchè il meccanismo di identificazione del teenager verrebbe sicuramente danneggiato dall'attribuzione di poteri insiti in lui dalla nascita. Sarà così che il futuro Peter Parker acquisterà le sue capacità super-umane tramite un incidente tecnologico, mentre la dotazione genetica verrà riservata ad altri
personaggi e per un'altra occasione.
Occasione che sarebbe sorta l'anno successivo, quando nel mese di Luglio X-MEN 1 avrebbe inaugurato la Saga della Differenza inscenando la difficile lotta per l'accettazione da parte di un gruppo di adolescenti costretti a nascondere le proprie facoltà di nascita a causa di un mondo/America ancora diffidente e ostile nei confronti di ogni genere di diversità, e spaventato dall'incombere di un cambiamento che la lotta civile dei neri,il femminismo,la cultura beat e la crescente onda di contestazione giovanile presentava alla porta con l'inevitabilità della Storia, e che l'attentato a Kennedy di Novembre avrebbe reso , nel bene e nel male, irreversibile.

1- continua

PS Grazie a TUTTI i lettori che hanno votato il sondaggio di Dicembre!
Ecco le prime tre posizioni:   X-MEN
                                            DONALD DUCK
                                            SUPERMAN
Continuate a votare numerosi!
Dario
                                           





mercoledì 9 gennaio 2013






IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA - Parte Terza

Nell'anno di grazia 1995 la direzione Marvel ebbe l'idea fatale di commissionare una storia immaginaria del
tipo WHAT IF? sul Punitore a un giovane e irrequieto scrittore irlandese di nome GARTH ENNIS. I What If erano trame, di solito autoconclusive, in cui si esaminavano gli effetti dell'alterazione di un singolo fattore  nella vicenda classica di un eroe o di un gruppo di eroi (il primo episodio del genere fu il famoso E SE L?UOMO RAGNO SI FOSSE UNITO AI FANTASTICI QUATTRO?, ispirato dagli imaginary tales già da tempo in uso alla DC Comics di SUPERMAN ).
 Ennis se ne uscì con una storia iperviolenta in cui Frank Castle, per vendicare la sua famiglia (uccisa non in un agguato mafioso come abbiamo sempre saputo, ma in uno scontro tra superumani), stermina man mano l'intera popolazione di eroi e criminali della Marvel per poi commettere suicidio.
L'albo non ebbe alcun impatto di pubblico: ma quando gli anni seguenti lo stesso autore divenne una superstar mondiale con la famigerata serie PREACHER della Vertigo, linea adulta della DC - un festival del politicamente scorretto cinico, blasfemo e violento sino al grottesco - la Marvel per riaverlo gli propose di
riprendere in mano il Punitore offrendogli carta bianca.
Fu così che nel 2000 usciva il n.1 della rediviva THE PUNISHER, all'insegna di un umorismo nero che sottendeva un'atmosfera di violenza metropolitana indiscriminata e di un cambiamento sottile ma importante nel carattere già di per sè estremo del personaggio.
Il nuovo Castle non è nè dolente nè tormentato: indurito da una gioventù di periferia tra gang e degrado sociale,  il Vietnam è stato per lui una seconda jungla dove si è definita la sua vocazione quasi soprannaturale al conflitto e alla sopravvivenza: nel ciclo BORN (NATO), Ennis lascia pensare che sia stato prescelto come una sorta di Angelo Sterminatore, cui sarà precluso ogni sogno di un'esistenza pacifica. Strappatagli la sua famiglia - il solo aspetto normale e felice che ha conosciuto - la sua vita diviene la sua crociata, al di fuori della quale non vi è alcun significato nel mondo. E'un errore credere che Castle combatta per la giustizia: il suo unico scopo è la vendetta , sistematica e senza fine. Infatti odia la New York ripulita dal regime di tolleranza zero del sindaco Giuliani, che lo priva di parte della sua ragione di essere.
Nel nuovo corso di Ennis - prudentemente installato dalla Marvel nell'insegna MAX, la linea consigliata al pubblico maturo -, predomina un sarcasmo livido e sprezzante che abbatte ogni convenzione di cortesia:
russi , cinesi, italiani e gli stessi concittadini nordirlandesi dell'Autore , lesbiche e poliziotti, affaristi e politici
ne vengono spietatamente investiti senza riguardo. Non vengono risparmiati neppure i colleghi vigilantes di Castle - Spiderman, Daredevil e Wolverine vengono aggrediti e smontati nel loro dilettantismo di eroi che si oppongono al crimine senza comprenderne la natura profonda e distruttiva: lo stesso feroce mutante canadese è in fondo un rissoso attaccabrighe che risponde alla violenza con la violenza, mentre il Punitore è
lucido e determinato quanto solo un ossesso può esserlo (allo stesso modo di Batman, ma privo dei freni del principio morale). Il teschio emblema frontale della sua divisa è, in fondo, la sintesi dell'oscura realtà che sottende la sua missione: l'Entropia della vendetta che, di fronte a un'umanità irrimediabilmente debole e corrotta, diviene eccidio senza limite.
Ennis sembra implicare che Castle è ciò che la nostra civiltà si merita, anzi ne è la conseguenza inevitabile, quasi una nèmesi greca in risposta alle sue stesse contraddizioni disgregatrici. La perdita dell'innocenza del bambino - l'unica realtà intoccata dall'acredine dellìAutore - porta all'egoismo e alla meschinità, al conflitto e alla prevaricazione del forte sul debole, dalle quali emerge una forza eguale e contraria che come le antiche
Furie non si fermerà davanti a niente sino a che il sangue avrà lavato altro sangue, in un  ricorso di violenza
che sarà eterno come il Peccato.

"Combatteremo nelle tenebre perchè altri possano vivere nella luce."
F.Nietzsche