martedì 22 gennaio 2013


F A T T O R E   X   :  L' ODISSEA DELLA DIFFERENZA

E' il Giugno del 1963 e l'America è alla vigilia di qualcosa, ma non si sa cosa.
Betty Friedan ha da poco pubblicato "La Mistica Femminile" e i gruppi di donne socialmente attive si moltiplicano in tutti gli Stati, compresi quelli del Sud.
Marce di neri per i diritti civili dei cittadini afroamericani sollevano scalpore soprattutto in Alabama, dove il Governatore Waalace è costretto ad ammettere l'iscrizione all'Università degli studenti di colore. Ad Aprile Martin Luther King viene arrestato per aver guidato un corteo non autorizzato.
Il governo comunista del Nord Vietnam continua ad ottenere una vittoria via l'altra nella guerra contro Hanoi,mettendo gli Stati Uniti davanti  all'idea di un ingresso diretto nel conflitto.
Il 27 Maggio "Freewhelin'", il leggendario secondo LP di Bob Dylan, esce nei negozi lanciando nel mondo una canzone dal titolo BLOWIN'IN THE WIND, che diventerà l'inno di sempre delle culture libertarie e pacifiste di tutto il mondo.
L'11 Giugno il Presidente Kennedy in uno storico discorso pubblico annuncia la necessità immediata e irrevocabile dei diritti civili dei neri americani.
La redazione della Marvel Comics , nel suo ancora dimesso ufficio newyorkese, è allo studio di nuove testate che catturino le suggestioni del momento per catturare l'ondeggiante pubblico dei giovani americani.
Il concetto di "mutante" non è nuovo nè nella letteratura popolare e nemmeno nel fumetto: portato all'attenzione generale dal successo di due classici della fantascienza, "Slan" di A.E.Van Vogt e "Foundation and Empire" , secondo capitolo della saga galattica di Isaac Asimov - entrambi usciti poco dopo la fine della Guerra -, nel periodo maccartista aveva simboleggiato la paura dell'infiltrazione dell'estraneo. Il mutante o homo superior, distaccatosi dal ramo principale dell'evoluzione biologica, a seconda dei casi realizzava un progresso spirituale delle razza o si proponeva come suo antagonista e successore, minacciandone l'estinzione.
Lo scaltro autore Stanley Lieber, ebreo americano e quindi culturalmente familiare sia col concetto di estraneità che con quello di persecuzione del dissimile, aveva già deciso di saggiare le potenzialità commerciali dell'idea, ancora incerto soltanto sulla direzione da imprimerle. Era sicuro però sul legame necessario che essa doveva avere con la popolazione giovane, non solo per il fatto che il pubblico dei lettori era composto in gran parte di teenager, ma perchè cresceva nella cultura americana un senso di distacco e smarrimento nei confronti dei nuovi giovani , ormai avvertiti quasi come una razza a parte: i ragazzi che leggevano Kerouac e avevano eletto in "Howl" di Ginsberg il loro inno generazionale, che affollavano i raduni musicali e citavano a memoria Dylan e il suo maestro Woody guthrie, che si mescolavano ai neri nei locali dove si faceva jazz e blues, che rivendicavano libertà di linguaggio , di modi e sessualità... questa nuova America mutante era uno dei volti del futuro, col suo doppio aspetto di promessa e di minaccia, di risorsa e di pericolo.
Lui e i suoi due alfieri, i disegnatori Jacob "Jack Kirby" Kurtzberg e Steve "Ditko" Ditkovich, hanno appena condotto alcuni esperimenti in proposito sulle riviste antologiche con cui la futura Casa delle Idee sfruttava la moda dei brevi racconti a fumetti di fantascienza,fantasy e horror. Già a fine Settembre 1961, subito dopo l'uscita della pietra miliare FANTASTIC FOUR 1, con la storia"The Midight Monster" inclusa in JOURNEY INTO MYSTERY 79 avevano introdotto la mutazione auto-indotta di Victor Avery- uno scienziato alla Dr,Jeckyll che una pozione trasformava un colosso grigio e malvagio, evidente protipo del personaggio di
HULK di lì a poco da venire. Mentre in TALES TO ASTONISH 27 (Ottobre '61) la mutazione era quella del biologo Hank Pym, che riducendo le proprie dimensioni a quelle di un insetto guidava una colonia di formiche a sventare un piano di agenti nemici. In TALES OF SUSPENSE 32 (Maggio '62) un apicoltore definitosi un mutante rimpiccioliva invece un criminale affidandolo alle cure del suo alveare. Il primo personaggio sarebbe poi divenuto uno dei primi eroi Marvel col nome di ANT-MAN (nel n.35 di ASTONISH), mentre il secondo -giudicato un doppione - sarebbe stato dimenticato. Entrambi vanno considerati i pilot del progetto embrionale del nuovo eroe che Lieber intendeva lanciare e che stava ancora prendendo forma nella sua mente: il suo nome sarebbe stato SPIDERMAN, e avrebbe visto la luce in Giugno su quello che sarebbe stato l'ultimo numero della declinante rivista AMAZING FANTASY, il 15.
Ma è nel numero precedente, il 14 di Maggio, che come nel film "Sliding Doors" vediamo precisarsi e divergere impostazioni e caratteristiche che presto prenderanno direzioni differenti, facendo la storia del fumetto mondiale.
Nelle poche pagine di THE MAN IN THE SKY, la storia in assoluto più importante dell'età pre-Eroica
Marvel, un evidentissimo prototipo di Peter Parker dal nome simile di Tad Carter, timido liceale medio, viene visto sviluppare poteri sovrumani d telepatia, venire attaccato dalla folla spaventata dei coetanei e sottratto ad essa in volo dall'azione a distanza di uno sconosciuto - anch'esso telepate e dalle fatezze molto simili a quelle del futuro PROFESSOR X. Questi si presenta come esponente di una ventura razza mutante a cui lo stesso Tad appartiene, e gli annuncia che ora lo riunirà ai suoi simili, in un luogo sicuro sino al giorno in cui l'umanità sarà pronta ad incontrare i suoi successori.
Nel periodo che intercorre tra AMAZING 14 e 15, tra una riunione notturna e un'altra, Lee avrà modo di convincersi dell'opportunità di separare nettamente le due tematiche della mutazione e dell'eroe/ragazzo qualunque, perchè il meccanismo di identificazione del teenager verrebbe sicuramente danneggiato dall'attribuzione di poteri insiti in lui dalla nascita. Sarà così che il futuro Peter Parker acquisterà le sue capacità super-umane tramite un incidente tecnologico, mentre la dotazione genetica verrà riservata ad altri
personaggi e per un'altra occasione.
Occasione che sarebbe sorta l'anno successivo, quando nel mese di Luglio X-MEN 1 avrebbe inaugurato la Saga della Differenza inscenando la difficile lotta per l'accettazione da parte di un gruppo di adolescenti costretti a nascondere le proprie facoltà di nascita a causa di un mondo/America ancora diffidente e ostile nei confronti di ogni genere di diversità, e spaventato dall'incombere di un cambiamento che la lotta civile dei neri,il femminismo,la cultura beat e la crescente onda di contestazione giovanile presentava alla porta con l'inevitabilità della Storia, e che l'attentato a Kennedy di Novembre avrebbe reso , nel bene e nel male, irreversibile.

1- continua

PS Grazie a TUTTI i lettori che hanno votato il sondaggio di Dicembre!
Ecco le prime tre posizioni:   X-MEN
                                            DONALD DUCK
                                            SUPERMAN
Continuate a votare numerosi!
Dario
                                           





mercoledì 9 gennaio 2013






IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA - Parte Terza

Nell'anno di grazia 1995 la direzione Marvel ebbe l'idea fatale di commissionare una storia immaginaria del
tipo WHAT IF? sul Punitore a un giovane e irrequieto scrittore irlandese di nome GARTH ENNIS. I What If erano trame, di solito autoconclusive, in cui si esaminavano gli effetti dell'alterazione di un singolo fattore  nella vicenda classica di un eroe o di un gruppo di eroi (il primo episodio del genere fu il famoso E SE L?UOMO RAGNO SI FOSSE UNITO AI FANTASTICI QUATTRO?, ispirato dagli imaginary tales già da tempo in uso alla DC Comics di SUPERMAN ).
 Ennis se ne uscì con una storia iperviolenta in cui Frank Castle, per vendicare la sua famiglia (uccisa non in un agguato mafioso come abbiamo sempre saputo, ma in uno scontro tra superumani), stermina man mano l'intera popolazione di eroi e criminali della Marvel per poi commettere suicidio.
L'albo non ebbe alcun impatto di pubblico: ma quando gli anni seguenti lo stesso autore divenne una superstar mondiale con la famigerata serie PREACHER della Vertigo, linea adulta della DC - un festival del politicamente scorretto cinico, blasfemo e violento sino al grottesco - la Marvel per riaverlo gli propose di
riprendere in mano il Punitore offrendogli carta bianca.
Fu così che nel 2000 usciva il n.1 della rediviva THE PUNISHER, all'insegna di un umorismo nero che sottendeva un'atmosfera di violenza metropolitana indiscriminata e di un cambiamento sottile ma importante nel carattere già di per sè estremo del personaggio.
Il nuovo Castle non è nè dolente nè tormentato: indurito da una gioventù di periferia tra gang e degrado sociale,  il Vietnam è stato per lui una seconda jungla dove si è definita la sua vocazione quasi soprannaturale al conflitto e alla sopravvivenza: nel ciclo BORN (NATO), Ennis lascia pensare che sia stato prescelto come una sorta di Angelo Sterminatore, cui sarà precluso ogni sogno di un'esistenza pacifica. Strappatagli la sua famiglia - il solo aspetto normale e felice che ha conosciuto - la sua vita diviene la sua crociata, al di fuori della quale non vi è alcun significato nel mondo. E'un errore credere che Castle combatta per la giustizia: il suo unico scopo è la vendetta , sistematica e senza fine. Infatti odia la New York ripulita dal regime di tolleranza zero del sindaco Giuliani, che lo priva di parte della sua ragione di essere.
Nel nuovo corso di Ennis - prudentemente installato dalla Marvel nell'insegna MAX, la linea consigliata al pubblico maturo -, predomina un sarcasmo livido e sprezzante che abbatte ogni convenzione di cortesia:
russi , cinesi, italiani e gli stessi concittadini nordirlandesi dell'Autore , lesbiche e poliziotti, affaristi e politici
ne vengono spietatamente investiti senza riguardo. Non vengono risparmiati neppure i colleghi vigilantes di Castle - Spiderman, Daredevil e Wolverine vengono aggrediti e smontati nel loro dilettantismo di eroi che si oppongono al crimine senza comprenderne la natura profonda e distruttiva: lo stesso feroce mutante canadese è in fondo un rissoso attaccabrighe che risponde alla violenza con la violenza, mentre il Punitore è
lucido e determinato quanto solo un ossesso può esserlo (allo stesso modo di Batman, ma privo dei freni del principio morale). Il teschio emblema frontale della sua divisa è, in fondo, la sintesi dell'oscura realtà che sottende la sua missione: l'Entropia della vendetta che, di fronte a un'umanità irrimediabilmente debole e corrotta, diviene eccidio senza limite.
Ennis sembra implicare che Castle è ciò che la nostra civiltà si merita, anzi ne è la conseguenza inevitabile, quasi una nèmesi greca in risposta alle sue stesse contraddizioni disgregatrici. La perdita dell'innocenza del bambino - l'unica realtà intoccata dall'acredine dellìAutore - porta all'egoismo e alla meschinità, al conflitto e alla prevaricazione del forte sul debole, dalle quali emerge una forza eguale e contraria che come le antiche
Furie non si fermerà davanti a niente sino a che il sangue avrà lavato altro sangue, in un  ricorso di violenza
che sarà eterno come il Peccato.

"Combatteremo nelle tenebre perchè altri possano vivere nella luce."
F.Nietzsche



venerdì 28 dicembre 2012






IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA Parte 2.

L'esistenza di Frank Castle è incompatibile con ogni forma di politica correttezza: in quasi 40 anni di attività ha rotto pressochè tutti gli standard di violenza: nell'ultima pagina di MARVEL PREVIEW 2 (la sua terza apparizione pubblica)piazza una fucilata al ventre di una donna - per autodifesa (si trattava di una killer e stava per pugnalarlo), ma fino ad allora MAI si era vista una cosa del genere. Il repertorio si precisò ulteriormente in SPIDERMAN GIANT SIZE 4 del 1975 e in  MARVEL SUPER ACTION 1 di inizio 1976, ma l'Editore continuò a preferire limitare le apparizioni del personaggi a costosi speciali per il pubblico adulto, anzichè rischiare una serie che avrebbe di sicuro attirato attenzione e creato polemiche indesiderate per una Casa che destinava comunque gran parte delle sue testate alla lettura di adolescenti.
La situazione cambiò soltanto negli Anni Ottanta, quando la moda dei giustizieri alla Rambo suggerì alla redazione un tentativo di cavalcare l'onda del reaganismo imperante e provare una miniserie pilota, che nel 1986 venne affidata all'esperto scrittore di BATMAN Steven Grant e disegnata da Mike Zeck.
CIRCLE OF BLOOD toccava temi delicati come la situazione carceraria e la possibilità di una lobby in grado di finanziare un suo sistema di giustizia privata: mostrava situazioni scabrose e dipingeva figure di una zona grigia tra bene e male, dove il tema eroico scompariva per lasciare il posto alla lotta per la sopravvivenza,all'inganno e alla manipolazione, al teatro della debolezza e della meschinità umana su cui il Punitore si staglia come una figura spietata ma dolente, quasi shakespeariana.
Superata la prova del grande pubblico, il semaforo si fa verde per la prima serie ufficiale dedicata a Frank
Castle. L'anno seguente debutta THE PUNISHER, e il suo successo immediato porterà addirittura a una
seconda testata di nome PUNISHER WAR JOURNAL (dall'abitudine di Frank di registrare quotidianamente il suo diario di guerra) nel 1988.
Gli americani non sembrano avere mai abbastanza delle sanguinose gesta di Castle, che abbatte criminali  senza distinzioni di etnìa, colore e genere (anche se per una regola non scritta tende ad evitare le donne).
Il solo limite che il Nostro si pone è di  non colpire mai le forze dell'ordine che normalmente cercano di arrestarlo e/o gli sparano addosso , neppure se si tratta di poliziotti corrotti. Questo principio verrà meno solo nel 1993, quando al termine della lunga saga SUCIDE RUN Frank eliminerà lo psicopatico agente Blackwell,colpevole però di aver ucciso un suo stesso collega.
La richiesta popolare giungerà nel 1992 ad attribuirgli addirittura una terza serie, WAR ZONE, disegnata
dallo straordinario figlio d'arte John Romita jr., mentre le comparsate di Frank sulle altre testate, da SPIDERMAN a DAREDEVIL a GHOST RIDER, si moltiplicheranno sino all'inflazione.
Difficile dire se il declino successivo delle testate sia stato dovuto a saturazione del mercato o a un mutamento dei gusti del pubblico: ma sicuramente l'America di Clinton, più socialmente consapevole e scottata dalla Prima Guerra del Golfo, è molto più tiepida nei confronti del Punitore. Le sue serie si riducono
man mano ad una, sino a scomparire di nuovo con PUNISHER 104 del 1995. Il Giustiziere viene lasciato solo con la sua crociata , ormai percepita come il ripetersi monotono di un ciclo di violenza fine a se stesso.

2- continua


mercoledì 19 dicembre 2012







IL DIARIO DI GUERRA DELLA NUOVA AMERICA:
IL MONDO SECONDO IL PUNITORE

 Frank Castiglione nasce nel 1974.
Nel 1971 l'America delle strade delle grandi città aveva decretato il successo di "Dirty Harry" del regista Don Siegel, il film iniziale del celebre ciclo dell'ISPETTORE CALLAGHAN. Clint Eastwood, poliziotto
duro e impietoso, aveva dato voce al malcontento dei cittadini delle metropoli invase dalla violenza e dal
disagio sociale: sono gli anni in cui New York è considerata la città più pericolosa del mondo - e, inciden-
talmente, è anche quella che ospita la sede della Marvel Comics.
Lo sceneggiatore Gerry Conway è uno degli interpreti della ventata di rinnovamento che sta aggiornando e arricchendo l'organico Marvel con personaggi espressione delle nuove realtà e subculture: il detective ex-carcerato afroamericano LUKE CAGE (versione superumana dello SHAFT che sempre dal '71 spopo- lava nei cinema), i nuovi X-MEN intercontinentali e multietnici,il demoniaco biker vendicatore GHOST RIDER etc. Il mito del giustiziere è tradizionale nell'America erede dell'epopea western, fatta di Tom Mix, John Wayne, Gary Cooper e cavalieri delle valli solitarie: ma è rischioso se portato in un contesto metropoli- tano, dove le permissive leggi sul porto d'armi rendono potenzialmente esplosivo ogni invito alla giustizia privata - realtà che verrà di lì a poco documentata dal mitico "Taxi Driver" di Robert DeNiro.
 L'operazione PUNISHER viene quindi gestita con grande prudenza, introducendo dapprima il personaggio
come ospite in una puntata della serie più seguita del Paese, AMAZING SPIDERMAN 129, esaminando i risultati e ripetendo la cosa sei mesi dopo, nel 135. I responsi sono entusiasti, e lo staff Marvel decide di proseguire raccontando le origini di Frank in un numero di una serie "adulta", MARVEL PREVIEW 2 coi tempi e le atmosfere di un romanzo noir.
Il cognome di Frank verrà subito ri-anglizzato in CASTLE per timore delle reazioni presso la comunità italo-americana, già sufficientemente associata alla violenza criminale dal serial "Il Padrino" di Coppola , e solo negli anni 2000 verrà ribadito che il cognome italiano è l'originale, poi cambiato dallo stesso Frank per cancellare il ricordo del ghetto dove era cresciuto. Verrà confermato il suo dossier di militare decorato e di reduce dal Vietnam, e dettagliata la strage della sua famiglia dopo la casuale testimonianza ad un'esecuzione criminosa durante un picnic a Central Park. Incidentalmente, notiamo che anche la moglie di Harry Callaghan era stata uccisa da un rapinatore in fuga in automobile. La motivazione alla vendetta, frequente e iconica fin dai tempi di Batman, acquista però in Castle un'ampiezza e un estremismo mai visto prima: il simbolo stesso,il grande teschio che indossa sul petto,è un programma inequivocabile del fatto che il Punitore non fa domande e non prende prigionieri. La legge del taglione già gli suonerebbe come un compromesso: Frank conduce una guerra solitaria al crimine ed attua la sua personale legge marziale. Il sangue chiama altro sangue, in un ciclo di violenza senza fine.

1- continua


lunedì 10 dicembre 2012






LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO - Conclusione
G U E R R A   C I V I L E

L'America di Reagan, dei McDonalds e della Coca Cola Light non ebbe mai cittadinanza nelle serie Marvel,
nate nell'era del maccartismo e sempre profondamente diffidenti nei confronti del paternalismo conservatore
e della cultura della competizione che intanto invadeva gli altri media, soprattutto il cinema. La parabola del
secondo Capitan America - il sostituto prescelto dalla Commissione per le Attività Superumane al posto di Steve Rogers - è pienamente significativa. Militare di carriera dall'ironico nome di John Walker (sostanzialmente una marca di whisky), il nuovoCap si rivela rapidamente uno psicotico reazionario manipolato dal nazista Teschio Rosso, la vera forza nascosta dietro la Commissione. A un anno e mezzo  dalla sua uscita di scena, Rogers nel n.350 della serie tornerà trionfalmente al suo ruolo storico, per vedere in poco tempo il sogno reaganiano spiaggiato sulle sabbie del Golfo Persico.
La Prima Guerra del Golfo è un colpo pesante per l'America dei ceti medi, il cui sogno di consumatrice acritica di benessere si infrange sulla prima grande crisi economica che il conflitto si porta dietro. La risposta politica porterà alla filosofia dell'"I CARE" di Clinton, all'interventismo in campo sociale e alla riscoperta della solidarietà: ma i fumetti degli anni '90 porteranno a lungo i segni del trauma, riflettendo un incupirsi dei toni e un inasprirsi dei modi simboleggiati dall'epopea della Morte di Superman (1992): sono gli anni del sorgere della Casa Image, editrice fondata da disegnatore fuoriusciti dalla Marvel e autori di una generazione di eroi cinici e violenti in cui il lettore medio può trovare sfogo alle sue frustrazioni. Anche i nomi più classici risentono della tensione generale: Batman,ferito gravemente,lascia la scena a un giustiziere psicopatico di nome Azrael,Lanterna Verde impazzisce e diventa un assassino,e via dicendo.
In questo panorama la figura di Capitan America cessa di essere un riferimento, e si ritrae nelle retrovie a lungo. Emblematica sarà la storyline "Fighting Chance", in cui uno Steve Rogers progressivamente abbandonato dagli effetti del siero che lo ha reso Capitan America scivola alla fine in un coma quasi simbolico, dal quale riemergerà grazie a una scaltra operazione di rilancio quasi umoristicamente ri-nominata OPERAZIONE RINASCITA, condotta dal rampante scrittore Mark Waid, fautore della linea di ritorno agli elementi classici dell'universo eroico Marvel.
Da CA 445 del tardo 1995 Cap assumerà lo status di cardine morale dello scenario Marvel , sancendo lo standard morale dal quale altri personaggi misureranno la distanza (il Punitore,Wolverine,Ghost Ridet etc).
Questo ruolo acquisterà un rilievo assoluto e definitivo con la svolta psicologica epocale dell'America post-
Undici Settembre.
Il Capitan America del nuovo decennio riprenderà quelle caratteristiche di libertarismo ispirate allo spirito della Costituzione che già lo avevano portato in urto col Governo nei tardi '80: e di fronte alla realtà del neoconservatorismo espressa in leggi come il Patriot Act, di fronte all'imperialismo paranoico dei Bush e dei Cheney e alla sindrome da controllo giustificata dalla lotta al terrorismo (vedere il celebre documentario
e Oscar APOCALYPSE 9/11 di Michael Moore), era solo questione di tempo prima di arrivare allo scontro frontale chiamato Guerra Civile (CIVIL WAR).
Casus belli è una legge sulla registrazione obbligatoria degli individui dotati di capacità supernormali, in quanto potenzialmente pericolosi per la popolazione civile, e l'arruolamento obbligatorio degli eroi alle dipendenze del Governo. La legge spacca in due la comunità superumana, dividendone i fautori - capeggiati da un Tony Stark/IRON MAN profondamente diverso da quello estroso e anarcoide ritratto dal cinema - e gli oppositori, guidati da Cap stesso, la cui esperienza diffida profondamente della deriva autoritaria di ogni Stato che discrimini i cittadini e ne violi il diritto a privatezza e libera scelta.
L'esito del contrasto è uno scontro di immane violenza, per porre termine al quale Steve sceglie di costituirsi  per perorare la sua causa in sede giudiziaria anzichè su un campo di battaglia metropolitano. Ma all'ingresso del tribunale l'eroe viene apparentemente abbattuto da un cecchino di Teschio Rosso, il quale ha visto nel disordine e nella paura forze da fomentare per favorire il possibile instaurarsi di una dittatura.
L'ennesima dipartita di Cap, che avrà durata di circa un anno, servirà questa volta all' autore di punta Marvel
Brian Michael Bendis a precipitare l'America immaginaria in una sorta di stato di polizia sorvegliato da un'esercito superumano chiamato l'Iniziativa dei 50 Stati, poi a destabilizzarlo tramite la scoperta di un'infiltrazione aliena e a portarlo al parossismo con l'incarico di guida della difesa del Paese al folle Norman Osborn, l'omicida nemico dell'Uomo Ragno, il quale porterà rapidamente la situazione al disastro.
Dalle macerie di una inverosimile campagna contro Asgard (regno degli Dèi nordici temporaneamente installato nel bel mezzo della nazione) il redivivo Steve Rogers uscirà ancora una volta come l'Uomo al servizio dell'Idea, l'eroe che per quanto maltrattato ed emarginato dal suo Paese legale, in nome del Paese reale si ripresenta ad argine delle forze del caos e del totalitarismo. Capitan America appartiene al Sogno Americano di libertà e giustizia, che nulla ha a che fare col dominio delle corporations , delle operazioni di polizia internazionale e dell'irresponsabilità sociale delle lobbies finanziarie.
Per questo nel 2011 si vedrà assegnare la direzione di tutti i corpi di sicurezza governativi, diventando ad ogni effetto - e secondo le sue parole - il "top soldier" d'America, simbolo e garanzia di un' America ancora sana e ad ogni costo determinata a ritrovare se stessa, in quella che la Marvel brillantemente presenterà come la nuova HEROIC AGE: l'Età degli Eroi di cui Steve Rogers, figlio di poveri immigrati irlandesi della Lower East Side di Brooklyn, è stato il primo e il più grande, autentico protagonista.

Janisch




giovedì 6 dicembre 2012




LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO : PARTE SECONDA
"Sono Fedele Soltanto al Sogno"

Dopo la breve parentesi trascorsa nelle vesti di Nomad, riflettendo sul bisogno della nazione di un simbolo di ciò che ancora è integro nell'America di oggi,  Steve Rogers ritorna al suo ruolo storico. Il manto di Nomad passerà a Jack Monroe, un giovane che negli Anni '50 era stato scelto come equivalente di Bucky per affiancare un Capitan America governativo e anti-comunista (un modo per la Marvel dei '70 per distanziarsi dall'effimero e imbarazzante tentativo dei predecessori Atlas di schierare Cap nella Caccia alle Streghe della
Commissione McCarthy).
Sempre più spesso Cap verrà a confrontarsi con realtà scomode come la segregazione razziale, i rigurgiti di nazifascismo sintetizzati dal suo memico per eccellenza TESCHIO ROSSO, la diseguaglianza sociale e l'omosessualità - nel 1982 accetterà serenamente la decennale convivenza del suo ex-compagno di scuola Arnie Roth ( ebreo e gay) con l'insegnante Michael, che verrà ucciso dal criminale nazista Zemo in una toccante e intensa storyline del franco-americano Jean-Marc DeMatteis, esperto in temi scabrosi e responsabile anche di una famosa Spider-storia in cui per la prima volta si parla di pedofilia ("Il Bambino Dentro").
La Storia, però, tra le sue scelte di marcia ha anche la retro: e l'America di Reagan, della prosperità, degli yuppies e del neo-conservatorismo era dietro l'angolo.
Nel 1985, al culmine della leggendaria saga BORN AGAIN, in cui il vigilante DAREDEVIL sta cercando di proteggere il suo quartiere di nascita (Hell's Kitchen, zona degradata della periferia newyorkese) da un folle commando di nome NUKE, Cap interviene e di fronte al questa psicotica macchina omicida è colto da un dubbio angosciante. La fisiologia  potenziata e inumana del marine  (si noti,un reduce del Vietnam paranoico che è a tutti gli effetti una polemica trasposizione del RAMBO di Stallone che spopolava all'epoca) è molto, troppo simile alla sua.
Nel confronto con un generale per scoprire se il Dipartimento della Difesa  abbia ripreso il Progetto Rinascita che aveva portato alla nascita di Capitan America creando una nuova generazione di super-soldati, Steve si sente ricordare il suo grado militare inferiore, e il dovere di fedeltà al suo Governo.
"Io non sono fedele a niente altro che al Sogno" risponde lui, accarezzando la bandiera nell'ufficio senza nemmeno guardarlo. E' un momento definitorio, che attraverso lo scrittore Frank Miller toglie Cap da ogni
schieramento politico collocandolo al di sopra delle parti, nello spazio dei principi fondanti della democrazia
e infinitamente distante da chi trasforma soldati in pazzi assassini noleggiati al migliore offerente a rischio della popolazione civile. Una prova di indipendenza che avrà delle conseguenze, generando un filone narrativo che chiarirà ulteriormente la distanza della linea editoriale Marvel dalla filosofia dell'era reaganiana.
Con il famigerato n.332 del 1987, infatti, Steve si troverà di fronte a una Commissione che gli ordinerà di assumere un ruolo ufficiale di rappresentanza e difesa del Governo degli Stati Uniti, oppure di abbandonare nome,divisa e scudo in quanto legale proprietà della Casa Bianca. Per tutta risposta i funzionari si vedranno consegnare maschera e costume appoggiati sullo scudo più famoso dedl mondo, mentre il Primo Vendicatore se ne andrà nella sera e in un futur incerto, senza dire una sola parola.

4- continua






giovedì 29 novembre 2012






LE MOLTE CENERI DEL SOGNO AMERICANO
La Morte Ciclica di Capitan America

Dal 1964 in avanti Steve Rogers, attraverso il suo alter ego in un costume che susciterebbe ampie risate se non ci fosse lui dentro , interpreterà il percorso politico e spirituale di un'America sempre più tormentata e
dubbiosa. Il segno caratteristico della storia del personaggio diventerann le crisi periodiche che sembreranno
determinarne la fine e poi l'inevitabile resurrezione.
Una prima volta nel 1969 il genio dei comics Jim Steranko simulò la scomparsa di Cap facendo ritrovare una maschera con le fattezze di Rogers (C.A.111),per convincere il mondo che si trattasse di un'identità fittizia dietro la quale si celava un mistero governativo. Questo per proiettare l'eroe nel mondo narrativo dello spionaggio internazionale che spopolava all'epoca attraverso il successo di James Bond, che aveva il suo equivalente Marvel nella figura di NICK FURY, capo dell'organizzazione SHIELD.
Gli interventi per aggiornare il personaggio e renderlo attuale sia per il pubblico più giovane che per quello
progressista, che tendeva a identificarlo con i valori conservatori dell'establishment, proseguì l'anno successivo con l'introduzione di FALCON (CA 117): primo eroe afro-americano Marvel ( il PANTERA NERA presentato in FANTASTIC FOUR 52 era interamente africano,e regnante dello stato di Wakanda) e di estrazione schiettamente popolare e metropolitana. I due presto comporranno una squadra operativa, fino ad associare per un pò il nome di Falcon al titolo stesso della testata.
La seconda "operazione rinascita" raggiungerà il culmine nel 1971, quando con il n.139 Steve Rogers prenderà la storica decisione di arruolarsi nel corpo di Polizia di New York per essere vicino ed imparare a
conoscere la gente comune che protegge, libero dall'ombra oppressiva della sua identità in costume.
In questo modo gli echi della rivoluzione culturale del '68 si esauriranno dopo aver fatto di Cap il prototipo
dell'eroe impegnato ma non ideologico, socialmente attivo ma non socialista, servitore pubblico ma critico di
un sistema politico che ha dimostrato grande difficoltà nel correggere se stesso. Famosa la frase pronunciata
da Falcon al proposito: "In questo Paese c'è qualcuno che lavora per rendere i ricchi più ricchi e i poveri più poveri, e questo a me non sta bene!"
Questo ci porta alla seconda grande crisi nella storia di Cap,nata come l'ennesima trama di lotta contro un
gruppo di potere criminale di nome IMPERO SEGRETO, ma che avrebbe acquisito in corsa uno sviluppo dirompente: perchè nello stesso periodo 1973-74 si disegnava alla cronache la fosca vicenda dello scandalo
Watergate,che avrebbe alla fine provocato le dimissioni dello stesso Presidente Richard Nixon.
Malgrado le successive smentite dello staff Marvel, l'autore di allora Steve Engleheart decise polemicamente
di mostrare la fuga del capo dell'Impero all'interno della Casa Bianca e il suo suicidio finale alla scrivania dell'Ufficio Ovale, la sala di lavoro del Presidente (CA 175). Il volto rimane nell'ombra e si dichira soltanto (in didascalia) che si tratta di "un alto funzionario del governo": ma lo shock della scoperta per Cap si giustifica solo alla luce dell'intendimento dello scrittore, ed è tale da causare in lui la decisione di rinunciare al ruolo di difensore pubblico di uno Stato che gli appare irrimediabilmente compromesso.
Con il n.176 Steve Rogers abbandonerà per la prima volta l'immagine di Capitan America, per assumere poco dopo l'identità alternativa di eroe popolare e senza bandiera, dal significativo nome di NOMAD.

4-continua